L'associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l'unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente - con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica - persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

lunedì 16 aprile 2012

DELLA TERRA D’UTOPIA, di Pino Bertelli


Utopia: La terra dove tutti sono ricchi perché nessuno è povero

“Di qualsiasi cosa si tratti, io sono contro!”...
Groucho Marx
 “La dottrina del primato della coscienza sulla legge dello Stato...
A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca...
[si tratta di] avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani,
per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù.
Don Lorenzo Milani

Mi ricordo sì, mi ricordo… di una “favola” che mia madre (sia benedetta tra le rose di campo) mi ha lasciato in sorte sin da bambino (o forse l’ho solo sognata). Era una parabola dell’eccellenza ebraica che non so dove avesse preso e nulla aveva a che fare con quelli di Israele, diceva.

— “Un rabbino, un vero cabalista, disse una volta: per instaurare il regno della pace, non è necessario distruggere tutto e dare inizio a un mondo completamente nuovo; basta spostare solo un pochino questa tazza e quest’arboscello o quella pietra, e così tutte le cose. Ma questo pochino è così difficile da realizzare e la sua misura così difficile da trovare che, per quanto riguarda il mondo, gli uomini non ce la fanno ed è necessario che arrivi [qui mia madre si fermava, ridendo anche, e diceva NON] il messia”, ma l’uomo libero, l’uomo in amore, l’uomo della bellezza, il messaggero di pace” —.

Il commento di mia madre a questa parabola [NON il messia ma l’uomo libero è messaggero di pace!] non mi ha più lasciato e mi sono commosso quando — molti anni dopo — ho ritrovato la stessa storiella chassidica in un meraviglioso libriccino di Giorgio Agamben e prima ancora negli scritti di Walter Benjamin. Proprio Benjamin mi ha disvelato la Terra d’utopia, dove tutti sono ricchi perché nessuno è povero: “Fra gli chassidim si racconta una storia sul mondo a venire, che dice: là tutto sarà proprio come è qui. Come ora è la nostra stanza, così sarà nel mondo a venire; dove ora dorme il nostro bambino, là dormirà anche nell’altro mondo. E quello che indossiamo in questo mondo, lo porteremo addosso anche là. Tutto sarà com’è ora, solo un po’ diverso”. Per cambiare il mondo intero, dunque, basterebbe fare solo un piccolo spostamento delle nostre certezze. “Tutto sarà com’è ora, solo un po’ diverso”. Con queste idee in testa la società che viene è già qui.

Mi ricordo sì, mi ricordo… una storia che mi raccontava sovente mio padre (che sia benedetto nel vento di scirocco di mare) e che aveva ricevuto in sorte dalla madre sua. Non so quanto era vera, però mi ha sempre commosso ed ho pensato a quelle parole quando nei giorni dello slancio e della tempesta della mia generazione, mi sono trovato a scegliere tra le parole di piombo e le lacrime della libertà.

Una sera di mezza estate, quando la madre di mio padre accompagnava alla macchia alcuni giovani che si erano nascosti sul tetto della nostra casa e sotto il letto di mia madre… incontrarono lungo un sentiero di nidi di ragno… un gruppo di giovani partigiani che avevano stretti al collo degli straccetti rossi… stavano per fucilare un giovane fascista che doveva avere la loro stessa età. La madre di mio padre disse:

«Chi fa nascere i fiori nei prati?». Uno dei giovani partigiani: «Il sole di primavera, vecchia signora dagli occhi color del mare». E la madre di mio padre: «E chi siete voi per giudicare e uccidere? Voi non siete neanche il sole» —.

I giovani dissero che i fascisti erano feroci e impiccavano i partigiani ogni volta che li prendevano.

«Non facciamo la stessa guerra di quei bastardi…» —, rispose la madre di mio padre.

I ragazzi ripresero il cammino, scomparvero nel bosco e andarono insieme a cantare i giorni della meglio gioventù che dettero vita a nuove speranze di democrazia partecipata.
Quel fascistello morì qualche anno dopo, senza amici, senza amore e senza mai più trovare un sorriso. Infelice è quell’uomo o quel popolo che ha bisogno di martiri e di eroi per mostrare la bellezza della libertà .
I ragazzi sono i sovrani di domani... la ragione deve opporsi alla ragione del più forte... se la legge (come quella della armi) è ingiusta, occorre opporsi alla legge e accettare la pena che essa prevede per i ribelli, i disertori, gli obiettori di coscienza... si tratta di risvegliare la libertà e la coscienza critica di uomini e donne della società futura...  disobbedire è un cammino verso la libertà che viene.
Quando la politica  si è trasformata in crimine, delazione, ricatto, imbroglio, oppressione... l’insurrezione dell’intelligenza è un canto generazionale che passa dall’indignazione al risorgimento delle menti e dei cuori in amore... disobbedire ora per non obbedire mai più non solo un atto di libertà è il seme di bellezza che diventerà fiore... reagire all’ingiustizia è stare dalla parte degli ultimi, la parte giusta... il bene dei poveri è il bene di tutti e una società che esclude i poveri dai propri interessi, in favore dei privilegi di pochi, è una società tirannica e senza futuro.

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

RED UTOPIA ROJA - Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo.

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)