L’associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l’unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente – con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica – persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

PER SAPERNE DI PIÙ CI SONO UNA COLLANA DI LIBRI E UN BLOG IN VARIE LINGUE…

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venerdì 21 settembre 2018

RUSSIA, IRAN, TURCHIA, ISRAELE E LA SIRIA

di Pier Francesco Zarcone



I recenti avvenimenti siriani (abbattimento di un Ilyushin russo e accordo tra Putin ed Erdoğan su Idlib) inducono ad alcune riflessioni a cominciare dalla gherminella israeliana che ha causato più di dieci morti russi. In un articolo comparso il 19 settembre sul sito l’Antidiplomatico, Alberto Negri notava che quando c’è di mezzo Israele Putin è meno decisionista del solito. E infatti finora non c’è stata alcuna concreta reazione russa a tante violazioni sioniste della sovranità siriana, al di là di certe formali proteste. Comunque, la prudenza in questo caso è più che giustificata, poiché – al di là del vivere in Israele circa un milione di ebrei russi – con Stati Uniti (e Francia) che ardono dalla voglia di scatenare un attacco militare contro la Siria, la  situazione potrebbe diventare critica da un  momento all’altro e la storia moderna ci insegna che certe cose si sa come cominciano ma non come poi evolvono. 
Nel caso dell’Ilyushin Israele ha rischiato molto e forse non sbaglia chi sostiene che la (finora) misurata reazione russa e la telefonata di Putin a Benjamin Netanyahu - in cui si è denunciata la violazione degli accordi per prevenire incidenti pericolosi  - insieme al silenzio israeliano attesterebbero che a Gerusalemme si è consapevoli di essere arrivati a un pelo dal limite. Sta di fatto che in sei mesi Israele ha affettuato circa 200 attacchi aerei e/o missilistici su obiettivi siriani.    
D’altro canto entrare in campo contro Israele è militarmente pericoloso, in ragione delle predette e non nascoste velleità degli alleati dello Stato sionista, per cui è più consigliabile per Mosca limitarsi alle manovre diplomatiche; quand’anche non sempre funzionino. Da tener presente che Israele fa comodo alla Russia per il suo prestarsi a manovre finanziarie utili per aggirare le sanzioni degli Usa e dell’Eu; il controfavore è dato dagli ostacoli russi alla campagna di boicottaggio antiisraeliana.
Ma nel Vicino Oriente la fiducia è moneta assai rara, e lo dimostrano i continui interventi israeliani in Siria in funzione antiiraniana. Vale a dire, il governo di Israele sa benissimo cosa rappresenti per esso la presenza russa in territorio siriano, cioè un ostacolo all’egemonia dell’Iran su quel paese, ma – evidentemente non fidandosene sino in fondo – non rinuncia a propri interventi per colpire obiettivi e linee di rifornimento iraniani e di Hezbollāh. Tanto più che si tratta di nemici anche degli Stati Uniti, per cui può dirsi che tali azioni militari israeliane siano effettuate anche per procura statunitense.
Sembra che di fatto Israele si sia decisa ad accettare il salvataggio di Bashar al-Assad fatto dalla Russia, senza tuttavia rinunciare alle azioni contro la presenza iraniana in Siria, e in un certo senso la Russia lo permette, ma entro certi limiti, varcati nel caso dell’Ilyushin. Nella logica dei giochi internazionali di potenza non vale ricordare che sono stati appunto iraniani e milizie sciite a dare sul terreno una congrua mano per l’attuale vittoria del governo di Damasco, di cui la Russia è alleata; e neppure dice molto l’attuale ententefra Mosca e l’Iran.
Quest’ultimo aspetto è alquanto articolato. Sembra che quando nel 2015 Putin decise di intervenire in Siria (sede dell’unica base navale russa nel Mediterraneo, a Tartus) perché il governo di Assad era alle prese con una fase della guerra militarmente sfavorevole, a Damasco fosse in atto uno scontro tra settori dei servizi segreti e delle Forze Armate divisi circa l’opportunità o meno di buttarsi in braccio all’Iran ai fini della salvezza. L’intervento russo ha sorpassato tale problema, e Mosca ha conseguito sei risultati al suo attivo: messa in sicurezza della base di Tartus; salvataggio del governo di Assad legandolo strettamente a sé; accrescimento del proprio prestigio almeno nelle zone sciite del Vicino Oriente e nei settori  musulmani (anche sunniti) in attesa che qualcuno si decidesse a intervenire con efficacia contro i jihadisti; allontanamento del pericolo di una massiccia azione militare degli Stati Uniti e loro alleati nel caso di vittoria a Damasco della fazione filoiraniana, per quanto Obama fosse restio a imbarcarsi in una guerra contro l’Iran; garanzie all’Iran circa la possibilità di azione delle milizie sciite; ma anche virtuali garanzie a Israele circa il controllo russo sull’azione di queste milizie. Quest’ultimo tassello a maggio di quest’anno si sarebbe concretizzato in un accordo russo-israeliano, più o meno segreto, sul posizionamento di questi miliziani a un’adeguata distanza dal confine. 
L’attuale ententetra Russia e Iran non va sopravvalutata, bensì considerata semplicemente per quello che è: una contingente convergenza di interessi di ciascuna delle parti, nella quale la millenaria, astuta e paziente diplomazia persiana sa benissimo che al  momento conviene mandar giù il boccone - un po’ amaro - dell’interferenza russa sulle mire egemoniche dell’Iran anche riguardo alla Siria. D’altro canto, seppure col tratto terminale in cui “l’azionista di maggioranza” è la Russia, per certi versi l’agognato corridoio sciita potrebbe dirsi realizzato. Poi si vedrà, a seconda dell’evolversi degli scenari internazionali e locali. 
L’ulteriore successo di Putin si è verificato a Sochi il 16 settembre  mediante l’accordo concluso con Erdoğan su Idlib, sostanzialmente rinviando a data da destinarsi l’offensiva militare russo/siriana contro l’ultimo pezzo di Siria in mano ai jihadisti. In questo modo si è scongiurato il minacciato intervento statunitense (a tutela dei jihadisti accampando pretesti umanitari) qualora l’offensiva avesse avuto inizio. Anche qui Putin si è mosso accortamente accordandosi con la Turchia e l’Iran e tagliando fuori Washington, a cui è stato altresì tolto il pretesto per l’intervento. Si potrebbe considerare l’ultima incursione israeliana in Siria come frutto della rabbia per l’accordo di Sochi. Difatti, nel citato articolo, Alberto Negri ha concluso chedue ex imperi, il russo e l’ottomano, benedetti da quello persiano, si sono accordati mentre l’impero americano ha lasciato che Israele bombardasse senza chiedere il permesso di nessuno.
Superfluo dire che si tratta di un’intesa pro tempore: la creazione di una zona-cuscinetto presidiata da una forza congiunta di polizia militare russa e soldati turchi, per separare jihadisti ed esercito siriano, come pure la consegna delle armi pesanti da parte dei primi sono misure palesemente funzionali a creare spaccature tra i ribelli più radicalizzati (per esempio Hayat Tahrir al-Sham, la costola di al-Qaida) e quelli maggiormente propensi a un accordo di accordo di pace garantito dalla Turchia. Una volta raggiunto questo obiettivo, la Turchia (in fin dei conti ancora membro della Nato) dovrebbe consentire l’attacco russo/siriano per eliminare gli ultimi irriducibili.  

          Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

lunedì 10 settembre 2018

SUL «SOCIALISMO CON CARATTERISTICHE CINESI», OVVERO DEL CAPITALISMO REALMENTE ESISTENTE IN CINA

di Michele Nobile

1. Il problema posto dalla epocale trasformazione sociale della Cina 
La «pacifica ascesa» o «pacifico sviluppo» della Cina costituisce uno dei processi più notevoli dell’economia mondiale a cavaliere dei secoli XX e XXI, forse ilpiù importante. Nel corso dei quattro decenni dell’epoca delle riforme economiche i tassi di crescita del prodotto per abitante, della produzione industriale e delle esportazioni sono stati impressionanti. Il governo cinese può sostenere con orgoglio che dal 1978 il prodotto interno si è moltiplicato e la parte della Cina nella produzione mondiale è aumentata di 4 volte, che la Cina è il primo paese esportatore del mondo e quello con le più ampie riserve valutarie (la maggior parte in dollari). Per millenni l’Impero cinese è stato il più vasto serbatoio mondiale di forza lavoro contadina: nel 1949, anno di nascita della Repubblica popolare, la popolazione residente in aree urbane era l’11% del totale e solo il 19% trenta anni dopo, all’inizio delle riforme. Nel 1999 la quota della popolazione urbana era già salita al 35% ma entro il 2010 era cresciuta di altri 15 punti, fino al 50%, e nel 2017 ammontava a oltre 813 milioni di persone, il 58,5% della popolazione totale1

venerdì 7 settembre 2018

Vuelve la contrainsurgencia en Guatemala

Marcelo Colussi

En Guatemala, salvo el ya lejano gobierno revolucionario de 1944-54, nunca hubo una propuesta gubernamental de izquierda. El retorno de esta “democracia” en 1986 marcó, en todo caso, la salida de los militares de la primera línea del espectro político. Pero nunca, en ningún caso, algún gobierno tuvo posiciones de izquierda, ni militares ni civiles. Sucede, sin embargo, que en este momento del actual gobierno de Jimmy Morales, todo el accionar se vuelca peligrosamente hacia posiciones de ultra derecha.

¿Por qué decir “peligrosamente”? Porque la dinámica que se está viendo muestra un tremendo retroceso que nos acerca a posiciones que parecían ya superadas, aquellas que tuvieron lugar durante los peores años de la guerra contrainsurgente. 

Todas las administraciones que, luego de interminables años de generalato durante la guerra, continuaron a la iniciada en 1986 con Vinicio Cerezo, fueron de derecha. Eso está fuera de discusión. Impunidad y corrupción siguieron siendo práctica cotidiana, tanto en la forma de hacer política (con la llamada “clase política”) como en el mundo de los negocios. Empresariado, políticos mafiosos y militares –en todos los casos con la venia de la omnipresente embajada de Estados Unidos– continuaron sin variantes su dominación de clase. El supuesto voto popular no modificó en nada todo este panorama (¿por qué habría de modificarlo? ¡No seamos ingenuos!) 

martedì 14 agosto 2018

GUEVARA E MARX

Quadrilingue ESPAÑOL-FRANÇAIS-ENGLISH-ITALIANO
ITALIANO

È il testo della relazione presentata dall'Autore alla Conferenza internazionale «Karl Marx: vita, idee, influenza. Un'analisi critica per il bicentenario». La Conferenza è stata organizzata dall'Asian Development Research Institute (Adri) a Patna (Bihar, India) il 16-20 giugno 2018.


GUEVARA E MARX.  Remake critico di un vecchio film
di Roberto Massari

Primo tempo:Ouverture:Scena 1 [La Paz, 1996] Scena 2 [Dar es Salaam, 1965] - Flashback:Scena 3 [Lima, 1952]) Scena 4 [Roma, 1969]
Intervallo:Scena 5 [Sierra Maestra, 1956-58]
Secondo tempo: Orthodoxy Story:Scena 6 [dall’Avana a Mosca, 1959-63] - Heresy Story:Scena 7 [da Mosca all’Avana, 1963-65] - Marxist Story:Scena 8 [Praga, 1966] - Fade-out:Scena 9 [Vallegrande, 9 ottobre 2017] - The end (Opere citate)

Primo tempo
OUVERTURE
Scena 1[La Paz, 1996]
Alle 10.30 del mattino di martedì 1° ottobre 1996 cinque persone visibilmente emozionate scesero in ascensore i 30 metri che portavano nel sotterraneo del Banco Central de Bolivia. Erano tre giornalisti, un fotografo e uno studioso di Guevara ai quali il Governo boliviano aveva dato per la prima volta libero accesso alla cassetta di sicurezza «A-73» in cui era ed è contenuto l’originale del Diario di guerriglia del Che.
Nella cassetta però vi erano altri materiali molto importanti, come scoprì con emozione Carlos Soria Galvarro Terán (n. 1944), mio grande amico, compagno di ricerche e principale studioso del Che in Bolivia (all’epoca lo era insieme a Humberto Vázquez Viaña [1937-2013]). Nella cassetta infatti trovarono a) l’originale in spagnolo del Diario di Pombo, che si credeva scomparso dopo la sua traduzione in inglese, b) le schede di valutazione dei membri della guerriglia, c) il quaderno rosso ad anelli con le pagine di diario dal 7 novembre al 31 dicembre 1966 (oltre a note e bozze di comunicati), d) l’agenda tedesca in similpelle con le pagine di diario dall’1 gennaio al 7 ottobre 1967.

GUEVARA AND MARX

Quadrilingual ESPAÑOL-FRANÇAIS-ENGLISH-ITALIANO
ENGLISH

It is the text of the lecture presented by the Author in the International Conference «Karl Marx: life, ideas, influence. A critical examination on the Bicentenary». The Conference was organized by the Asian Development Research Institute (Adri) in Patna (Bihar, India) on 16-20 of June 2018.


GUEVARA AND MARX: Critical remake of an old film
by Roberto Massari

First half:Ouverture:Scene 1 [La Paz, 1996] Scene 2 [Dar es Salaam,1965] -Flashback:Scene 3 [Lima,1952] Scene 4 [Rome, 1969]
Interval: Scene 5 [Sierra Maestra, 1956-58]
Second half: Orthodoxy Story:Scene 6 [from Havana to Moscow, 1959-63] - Heresy Story:Scene 7 [from Moscow to Havana, 1963-65] - Marxist Story:Scene 8 [Prague, 1966] - Fade-out:Scene 9 [Vallegrande, 9 October 2017] - The end (Works cited)

First half
OUVERTURE
Scene 1[La Paz, 1996]
At 10:30 am on Tuesday, October 1, 1996, five visibly excited people took the lift down the 30 metres to the Banco Central de Boliviabasement. Three were journalists, one a photographer and the fifth a researcher of Guevara: for the first time, the Bolivian government had given them free access to the «A-73» safe-deposit box in which the original copy of Che’s Bolivian diary was and is still kept. 
However, the box contained other very important material, as Carlos Soria Galvarro Terán (1944) – my great friend, companion in research and leading scholar of Che in Bolivia [at the time together with Humberto Vázquez Viaña (1937-2013)] – was to discover with great emotion In fact, they found a) the original copy in Spanish of Pombo’s diary, which was believed to have disappeared after its translation into English; b) evaluation forms of all the guerrilla members; c) the red loose-leaf notebook with the diary pages from 7 November to 31 December 1966 (in addition to notes and drafts of press releases); and d) the German leatherette agenda with the diary pages from 1 January to 7 October 1967.

GUEVARA ET MARX

En quatre langues ESPAÑOL-FRANÇAIS-ENGLISH-ITALIANO
FRANÇAIS

Ceci est le texte de l'intervention présentée par l'Auteur à la Conférence internationale : «Karl Marx : vie, idées, influence. Une analyse critique pour le bicentenaire». La Conférence a été organisée par l'ASIAN - Development Research Institute (ADRI) à Patna (Bihar, Inde) les 16-20 juin 2018.

GUEVARA et MARX. Remake critique d'un vieux film
par Roberto Massari

Premier temps : OUVERTURE : Scène 1 [La Paz, 1996] Scène 2 [Dar es Salaam, 1965] - FLASHBACK : Scène 3 [Lima, 1952]) Scène 4 [Rome, 1969]
Intervalle: Scène 5 [Sierra Maestra, 1956-58]
Second temps : ORTHODOXY STORY : Scène 6 [de La Havane à Moscou, 1959-63] - HERESY STORY : Scène 7 [de Moscou à La Havane, 1963-65] - MARXIST STORY : Scène 8 [Prague, 1966] - FONDU : Scène 9 [Vallegrande, 9 octobre 2017] - THE END (ŒUVRES CITÉES)

Premier temps.
OUVERTURE.

Scène 1 [La Paz, 1996]
            À 10h30 le matin du mardi 1eroctobre 1966, cinq personnes visiblement émues descendaient en ascenseur les 30 mètres qui menaient au souterrain de la Banco Central de Bolivia. C'étaient trois journalistes, un photographe et un chercheur sur Guevara auxquels le Gouvernement bolivien avait donné pour la première fois libre accès à la cassette de sécurité «a-73» dans laquelle se trouvait l'original du Journal de guérilla du Che. 
            Mais il y avait d'autres matériaux importants dans la cassette, comme le découvrit avec émotion Carlos Soria Galvarro Terán (n. 1944), mon grand ami, compagnon de recherche, et un des principaux connaisseurs du Che en Bolivie (à l'époque il l'était ensemble avec Humberto Vázquez Viaña [1937-2013]). En fait dans la cassette ils trouvèrent :
a) l'original en espagnol du journal de Pombo que l'on croyait disparu après sa traduction en anglais,
b) les listes évaluant tous les membres de la guérilla,
c) le carnet rouge à anneaux avec les pages du journal du 7 novembre au 31 décembre 1966 (et en plus des notes et des ébauches de communiqués),
d) l'agenda allemand en simili cuir avec les pages du journal du 1 janvier au 7 octobre 1967.

GUEVARA Y MARX

Quadrilingüe ESPAÑOL-FRANÇAIS -ENGLISH-ITALIANO
  ESPAÑOL


Es el texto de la ponencia presentada por el autor en la Conferencia Internacional “Carlos Marx: vida, ideas, influencia. Un examen crítico en el Bicentenario”La Conferencia fue organizada por el Instituto de investigación y desarrolla asiático (Asian development Research Institute, ADRI) en Patna (Bihar, India), del 16 al 20 de junio, 2018 


GUEVARA Y MARX. Remake crítico de una antigua película
por Roberto Massari


Primer tiempo:
Ouverture: Escena 1 [La Paz, 1996] Escena 2 [Dar es Salaam, 1965]
Flashback: Escena 3 [Lima, 1952]) Escena 4 [Roma, 1969]
Intervalo
Escena 5 [Sierra Maestra, 1956-58]
Segundo tiempo:
Historia ortodoxa: Escena 6 [de La Habana a Moscú, 1959-63]
Histori a de una herejía: Escena 7 [de Moscú a La Habana, 1963-65]
Historia marxista: Escena 8 [Praga, 1966]
Fundido: Escena 9 [Vallegrande, 9 Octubre de 2017]
Fin (Obras citadas)

Primer tiempo
Ouverture
Escena 1[La Paz, 1996]
A las 10:30 a.m. del martes 1 de octubre de 1996 cinco personas visiblemente emocionadas descendieron por el ascensor los 30 metros que conducían al sótano del Banco Central de Bolivia. Eran tres periodistas, un fotógrafo y un estudioso de Guevara a quienes por primera vez el Gobierno boliviano les había concedido el permiso para el libre acceso a la caja de seguridad «A-73» en la que se encontraba y todavía se encuentra el original del Diario guerrillero del Che.
En la caja, sin embargo, habían otros materiales de relevancia, como descubrió con emoción Carlos Soria Galvarro Terán (n. 1944), mi gran amigo, compañero de búsquedas y principal investigador del Che en Bolivia (en aquella época lo fue junto a Humberto Vázquez Viaña [1937-2013]). De hecho, en la caja encontraron a) el original en español del Diario de Pombo, al que se creía desaparecido posteriormente a su traducción al inglés, b) las hojas de evaluación de todos los miembros de la guerrilla, c) el cuaderno rojo de anillos con las páginas de diario del 7 de noviembre al 31 de diciembre de 1966 (además de notaciones y borradores de comunicados de prensa), d) la agenda alemana de piel sintética con las páginas del diario del 1 de enero al 7 de octubre de 1967.

sabato 28 luglio 2018

Peace as form of life


     by Tito Alvarado*

                                  Photo: The Japanese Peace Bell and its en:pagoda at United Nations Headquarters, New York City. 
                                  Photograph credit: Drag | Wikimedia Commons

MONTREAL (IDN) – Of the world’s more than six thousand extant languages, three thousand have little chance of continuing to be used in the next century. This tragic fact represents a terrible finding: we will lose three thousand ways to approach life and humanity from the perspective of others in their relationship with the environment that surrounds them.
However, as this is a case of death for the people who use these languages, it is perceived as anecdotal, as a kind of 
fatalism; in fact, we wash our hands whereas
 we are responsible for working for the survival of the variety of cultures and languages.
To save a language is to save a way of entering into a relationship with the world, a tool of culture. But there are many other themes as relevant as the issues related to the problem of endangered languages. Life itself is in danger; the next 25 years are decisive for both the pursuit of the same direction or for a change in lifestyle.

giovedì 26 luglio 2018

Humanitarian Hypocrisy Helps the Criminals Behind Migrant Embarkations

by Roberto Massari*
ROME (IDN) – I start from the premise that I am in favour of the maximum welcoming of migrant flows provided these take place in a human and legally planned way according to the traditions and values of Western secular (that is, illuminist) civilisation.
Here I am not concerned with the phenomenon of immigration or "landings" as such, but rather the international trafficking of human beings and therefore of the crime against every principle of humanity represented by "embarkations", the terminal point of an international criminal network.

The Trafficking of Human Beings

by Fred Kuwornu*
NEW YORK (IDN) – The trafficking of human beings worldwide produces 150 billion dollars for the various mafias, of which 100 billion come from the trafficking of Africans. Every woman trafficked earns the Nigerian mafia 60,000 euro. Trafficking 10,000 in Italy results in 600 million euro a year for the mafia. No African would willingly come if they knew the truth about what awaits them in Europe.
I do not want to get into the eternal Italian civil war based on factions and not content, but as an Italian of African descent and now an immigrant in the United States, I believe the time has come to talk about and treat immigration, or rather mobility, as a problem and structural phenomenon which has various levels and not as a tool for politicking or being dragged around like the disputed children of two parents who use them as a weapon of blackmail for their divorce.

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)