L'associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l'unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente - con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica - persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

venerdì 5 agosto 2011

UN VENEZUELA BIEN AMBIGU SUR LE FRONT DES AUTONOMIES, par Michel Antony

Cari compagni della Redazione di Utopia rossa sono molto contento che sul nostro blog compaia questa analisi duramente e giustamente critica del chavismo. L'ha elaborata un compagno libertario francese, nostro amico e da vari anni attento lettore dei materiali di Utopia rossa. Invito i lettori a fare tesoro dei concetti e della documentazione che essa contiene, soprattutto sulla situazione presente del movimento chavista: un movimento di cui analizzai personalmente l'ascesa e le contraddizioni nel mio libro Hugo Chávez, tra Bolívar e Porto Alegre, pubblicato a ottobre del 2005, vale a dire in un periodo in cui l'involuzione del movimento non era ancora così netta e drammatica come si è visto in seguito. Il tema è molto importante e merita di essere ancora approfondito con contributi dello stesso Michel Antony, di Douglas Bravo o di altri nostri compagni venezuelani.
(Roberto Massari)

Chers compagnons de la Rédaction d'Utopia Rossa je suis très heureux que paraisse sur notre blog cette analyse critique dure et juste sur le chavisme. Elle a été écrite par un camarade libertaire français, notre ami, et depuis des années un attentif lecteur de nos productions. J'invite les lecteurs à prendre en compte les concepts et la documentation que cette analyse contient, surtout sur la situation actuelle du mouvement chaviste: un mouvement dont  j'ai personnellement analysé l'avènement et les contradictions dans mon livre Hugo Chávez, tra Bolívar e Porto Alegre, publié en octobre 2005, c'est à dire dans une période dans laquelle l'évolution du mouvement n'était pas encore aussi nette et dramatique, comme on peut désormais s'en rendre compte. Le thème est très important et mérite d'être encore approfondi avec des contributions supplémentaires de Michel ANTONY, de Douglas BRAVO et d'autres, notamment nos compagnons vénézueliens.
Roberto MASSARI

Queridos compañeros de la Redacción de Utopia Roja: estoy muy contento que en nuestro blog se publique este análisis  duro y justamente crítico hacia el chavismo. Lo ha elaborado un compañero libertario francés, amigo nuestro y, desde hace varios años, atento lector de los materiales de Utopía Roja. Invito a los lectores a valorar los conceptos y la documentación que el mismo contiene, sobre todo sobre la situación actual del movimiento chavista: un movimiento sobre el cual analicé personalmente el ascenso y sus contradicciones en mi libro Hugo Chávez, tra Bolívar e Porto Alegre, publicado en octubre de 2005, es decir en un momento en que la involución del movimiento no era aún tan dramática como se vio sucesivamente. El tema es muy importante y merece ser profundizado con aportes del mismo Michel Antony, de Douglas Bravo u otros compañeros nuestros venezolanos.


Roberto Massari

« ¡O Inventamos o Erramos! - Où nous inventons, ou nous nous trompons!»
Simón RODRÍGUEZ - Début XIX° siècle

Le Venezuela est une terre relativement peu touchée par l'anarchisme, malgré la présence à différents moments de personnalités assez fortes, souvent liées à l'immigration : Ángel CAPPELLETTI, Victor GARCÍA, Concha LLIAÑO GIL (née en 1916), Octavio ALBEROLA, Alfredo VALLOTA, Nelson MÉNDEZ, Rafael UZCÁTEGUI[1]… L'apport des réfugiés espagnols après 1939 a été ici aussi influent.
Cela n'a pas empêché l'importance et le surgissement à différentes reprises de mouvements par en-bas, dont le plus célèbre reste sans doute le caracazo de février 1989, qui avait quasiment immobilisé la ville de Caracas ; la répression est évaluée entre 200 et 400 morts. Dans les années qui précèdent la prise du pouvoir par CHÁVEZ, les mouvements civiques et sociaux s'accélèrent, et annoncent ce que l'Argentine va connaître peu après avec l'argentinazo. Cela semble culminer en 1994 : 293 blocages de circulation, 176 manifestations, 10 grèves civiques, 32 cas de pillages et 11 émeutes[2]. L'Asemblea de los Barrios de Caracas (Assemblée des quartiers), et les Comités de Tierras Urbanas… ont révélé quelques traits autogestionnaires efficaces.
Il faut ajouter les mouvements culturels (par exemple les punks), les mouvements indigénistes et écologistes (CONIVE), ceux des droits de l'homme (avec PROVEA) et l'important mouvement des coopératives (47 000 recensées en 2008, mais seulement 15 745 encore actives)…
Des revues comme Correo A et surtout El Libertario, malgré leurs limites en taille, semblent aujourd'hui acquérir un relatif rayonnement (au moins pour la 2°).
Cette histoire contestataire, plurielle et alternative est aujourd'hui occultée par un chavisme omniprésent, et qui se garde bien de la rappeler pour apparaître comme la seule alternative crédible et novatrice au Venezuela.

lunedì 1 agosto 2011

MASSIMO BONTEMPELLI, UNO DEI NOSTRI, di Roberto Massari (a nome dei compagni e delle compagne di Utopia Rossa)

Massari editore, 2007
Domenica 31 luglio, in un ospedale di Pisa, è morto Massimo Bontempelli. È uno dei più gravi lutti della cultura italiana, non solo di quella di «sinistra» - concetto al quale Massimo non riconosceva più da tempo alcun valore storico e oggettivo - ma della cultura storico-politico-filosofica in generale. Non so se in queste ore la stampa di queste false sinistre, che lo hanno sistematicamente ignorato in vita, lo ricorderanno (ipocritamente) almeno al momento dei necrologi; ma so con certezza che Massimo lascia un’impronta nella provincialissima produzione culturale di questo paese-Italia che il tempo non riuscirà a cancellare.
Nato a Pisa il 26 gennaio 1946, ivi si è laureato in filosofia del diritto, è vissuto e ha insegnato storia e filosofia al Liceo classico «G. Galilei». Come insegnante era membro (polemico) dei Cobas della scuola. La sua principale esperienza politica si era compiuta nel gruppo del Manifesto.
Per informazione di chi ci legge, fornisco un elenco sommario dei titoli principali della sua enorme produzione teorica perché se ne abbia almeno un’idea generale e tutti coloro cui è stato negato in vita di conoscere la sua opera, possano avere per un istante la misura del furto di idee che il sistema, la ex sinistra e la società dello spettacolo politicante hanno perpetrato ai loro danni:
Il senso dell’essere nelle culture occidentali (con F. Bentivoglio), 3 vv., 1992/ Storia e coscienza storica, 3 vv., 1993/ Antiche strutture sociali mediterranee, 2 vv., 1994/ Percorsi di verità della dialettica antica (con F. Bentivoglio), 1996/ Nichilismo, Verità, Storia (con C. Preve), 1997/ Gesù. Uomo nella storia. Dio nel pensiero (con C. Preve), 1997/ La conoscenza del bene e del male, 1998/ Tempo e memoria, 1999/ Filosofia e realtà, 2000/ L’agonia della scuola italiana, 2000/ Un nuovo asse culturale per la scuola italiana, 2001/ La disgregazione futura del capitalismo mondializzato, 1998/ Le sinistre nel capitalismo mondializzato, 2001/ Il respiro del Novecento, 2002/ Il Sessantotto. Un anno ancora da capire, 2008/ Civiltà occidentale (con M. Badiale), 2009/ Marx e la decrescita (con M. Badiale), 2010.
Ma di due libri voglio parlare in modo particolare, perché prodotti in collaborazione con chi scrive nel periodo in cui Massimo ha fatto parte della redazione dei Quaderni di Utopia Rossa, collaborando fraternamente con il nucleo di compagni che hanno dato vita a questo progetto e che ora lo ricordano con affetto nel loro blog (www.utopiarossa.blogspot.it), grati del contributo pionieristico da lui dato. Mi riferisco a La sinistra rivelata. Il Buon Elettore di Sinistra nell’epoca del capitalismo assoluto (con Marino Badiale), Quaderni di Utopia Rossa .2, 2007, e al suo saggio «I cattivi maestri», in I Forchettoni rossi. La sottocasta della «sinistra radicale» (a cura del sottoscritto), Quaderni di Utopia Rossa .3, 2007.

RED UTOPIA ROJA - Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo.

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)