L’associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l’unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente - con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica - persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

PER SAPERNE DI PIÙ CI SONO UNA COLLANA DI LIBRI E UN BLOG IN VARIE LINGUE…

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giovedì 30 maggio 2013

ALLE COMUNALI STRAVINCE L’ASTENSIONE. La Casta arretra ovunque, ma per nasconderlo falsifica i risultati del M5S, di Michele Nobile


dal blog di Beppe Grillo
I risultati delle elezioni comunali non sono affatto inaspettati. Il dato evidente è l’ulteriore conferma della tendenza alla crescita dell’astensione: a confronto della precedente tornata elettorale nei comuni, la partecipazione è crollata di 15 punti di percentuale, dal 77% al 62% degli elettori. Il crollo è particolarmente forte al Nord (Piemonte, -14 punti; Lombardia, -18 punti), nella zona «rossa» (Emilia Romagna, -18; Toscana, -20), nel Lazio (-19 punti); ed è meno marcato nel Mezzogiorno, ma sulla base di una partecipazione elettorale già più bassa. Nel complesso, il crollo della partecipazione avvicina, in questo, il Nord e il Sud. All’astensione si dovrebbero aggiungere le schede bianche e nulle (che erano state circa 1,3 milioni nelle ultime politiche), pari a quasi il 3% dell’elettorato. Il dato fondamentale è l’ulteriore crollo di credibilità delle elezioni come soluzione dei problemi politici e sociali. Crollo che, ovviamente, colpisce la legittimità dei partiti che vi partecipano. 

mercoledì 29 maggio 2013

EDUCAZIONE SIBERIANA (Gabriele Salvatores, 2013), di Pino Bertelli

“Guerra ai castelli, pace alle capanne... [occorre fare] la rivoluzione delle cose, poiché [è già] compiuta nelle idee... Ogni volta che una rivoluzione produce uno spostamento di ricchezze, non dovrebbe farlo in favore di individui, ma sempre in favore della comunità”. Pëtr Alekseevič Kropotkin

I. DEGLI ONESTI CRIMINALI

Il cinema italiano, non di rado, ha espresso una genealogia del fanatismo o una decomposizione della realtà da fare invidia anche alle baracconate dell’impero hollywoodiano... tutta una serie di piccoli abatini di questo fare-cinema da deficienti e per deficienti si è accatastato nei percorsi spettacolari del giovanilismo d’accatto o addossato alla stupideria di comici provenienti dalla televisione che poco o niente hanno a che fare con i tempi e i modi della comicità espressa anche nei peggiori film di Totò o di Alberto Sordi (e sono tanti). Qui la critica del costume si trasformava spesso in critica delle certezze (per nulla sociologiche) della vita quotidiana e della politica che le tiene a guinzaglio... i dogma venivano sfatati o derisi e qualche volta anche i gemiti degli esclusi emergevano dal fondo di vessazioni infinite. Nella commedia italiana attuale, come nei film più “seri”, carichi di idee rimasticate (male) e disperse sullo schermo a favore del botteghino soltanto... si respira quel tanfo da festival che predica banalità indecenti, promuove profeti di basso profilo e quando usciamo dal cinema ci accorgiamo che c’è un po’ più male nel mondo.

lunedì 27 maggio 2013

LAS AMENAZAS, LA CULTURA Y LA COORDINACIÓN REPRESIVA, por Néstor Kohan


¿Ya no hay coordinación represiva en Nuestra América? ¿Se acabó el Plan Cóndor? ¿Se disolvieron los aparatos de inteligencia vinculados al terrorismo de estado? ¿Los grupos de ultraderecha son un triste recuerdo del pasado? ¿Vivimos en una democracia plena?
Cada quien responderá esas preguntas como quiera o como pueda.
En estas líneas me limito a hacer públicos y denunciar hechos puntuales que, ¿por qué no admitirlo?, me generan cierta preocupación.
En Argentina estamos acostumbrados a la vigilancia de los aparatos de inteligencia. Ya son parte del “folclore político” doméstico. Nos escuchan los teléfonos, nos leen los correos electrónicos, nos fotografían las asambleas, nos filman en las movilizaciones. Todo el mundo lo sabe. Los recientes casos, tristemente célebres, del oficial de inteligencia de la policía federal Américo Balbuena, infiltrado más de una década en la agencia de noticias alternativa Rodolfo Walsh, así como  el “proyecto X” de inteligencia de la Gendarmería sobre organizaciones populares son tan sólo la punta del iceberg. Es lo que apenas salió a la luz. ¿Y todo lo que no se ve? Sólo alguien demasiado ingenuo o completamente desinformado puede imaginar que esto es producto de la “paranoia”.

domenica 26 maggio 2013

HASTA SIEMPRE, TRAFFICANTE DI SOGNI...

 «L'unico mio rimpianto è che sono stato a volte troppo dolce con tutte le istituzioni, con tutti i poteri.»
 «Mi único remordimiento es haber sido a veces demasiado dulce con todas las instituciones, con todos los poderes.»
 Don Andrea Gallo
«Sempre con coraggio, continuiamo ad essere trafficanti di sogni».
L’augurio di don Gallo per il 2013 sulla prima pagina della sua agenda. 

«Siempre con coraje, continuemos siendo traficantes de sueños». 
El augurio de don Gallo para el 2013 en la primera página de su agenda.
Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

venerdì 24 maggio 2013

LETTERA AD ANDREA GALLO, COMPAGNO, AMICO E FRATELLO DI STRADA, di Antonio Marchi


Caro Andrea ci hai lasciati come un fulmine a ciel sereno.
In questa primavera del nord che non scalda né i cuori né i cervelli mi confondo nella moltitudine di gente che ti vuole dare l’ultimo saluto. Sono triste, come tutti intorno a me. Fiori, incenso, folla, profumo di acqua santa e tante persone che piangono ti dimostrano quanto sei amato.
Rivedo i tanti incontri, le dediche frettolosamente a te rubate che mi costavano sempre la penna prestata, la sosta nella tua Comunità a Genova al termine del mio viaggio in bicicletta, le mie domande senza risposta: gli uomini, le donne, la lotta continua, la terra da salvare, le mie rabbie, la mia insistenza nel capire… la tua calma appassionata ti faceva tuonare e come per incanto mi calmavi e tutto cominciava a vivere come in una grande famiglia…”Prossima è l’ora della mezzanotte del mondo, minata è la specie, minata la stessa creazione…la terra si fa sempre più orrenda, le speranze non hanno più voce, i morti doppiamente morti…David, perennemente in guerra con te stesso e con Dio, ma io vedo la tenebra splendere…”.  Guardo il tuo viso per l’ultima volta, la pelle tirata sopra le ossa, sacerdote senza chiesa, uomo di altri tempi, maestro di vita, partigiano di “bella ciao”, prete angelicamente anarchico…

mercoledì 22 maggio 2013

LETTERA IN PUNTA D’AMORE A DON ANDREA GALLO, MIO AMICO E MAESTRO DI VITA ANGELICAMENTE ANARCHICO, di Pino Bertelli


Fai di ogni lacrima una stella

“Lontano da me la saggezza che non piange,
la filosofia che non ride e la dignità che non abbassa la testa
di fronte a un bambino che sorride e chiede di spezzare il pane con lui”...
(Dal taccuino di un fotografo di strada).

Fotografia di Pino Bertelli
Mi ricordo sì, mi ricordo di Don Andrea Gallo, mio amico e maestro di vita... partigiano, prete angelicamente anarchico. Quand’anche io avessi tutti i tesori della terra e parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, se non ho l’amore non sono nulla... quand’ero bambino, parlavo da bambino, sognavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino non l’ho mai abbandonato... l’amore per l’amore, per l’amicizia, per la fraternità è gioioso... non è invidioso, non si vanta né si offende, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non va in collera né tiene conto del male ricevuto, non conosce l’ingiustizia ma libera gli abbracci in tramonti improbabili nella verità... e la verità, come l’amore, non conosce catene.

CONDENA A RÍOS MONTT: ¿CAMBIA ALGO EN GUATEMALA?, por Marcelo Colussi (desde Guatemala)


 [Llegamos aquí] “para servir a Dios y a nuestro rey y señor, y procurar de ganar honra, como los nobles varones deben buscar la vida, e ir de bien en mejor.
Bernal Díaz del Castillo (Siglo XVI)

“Los derechos establecidos, tanto en las leyes nacionales como en los convenios internacionales de la OIT, son sistemáticamente incumplidos en las fincas, incluso con la complicidad estatal.”
 CODECA (2013)
  
Guatemala fue el primer país de Latinoamérica en tener una organización estatal de defensa de los derechos humanos, un ombudsman. Ello no significó, sin embargo, que la situación de los mismos mejorara sustancialmente en estos años: fue, fundamentalmente, algo cosmético. Ahora el país acaba de ser el primero del mundo en sentenciar a un ex jefe de Estado por delito de genocidio. ¿Qué cambiará con ello?
Resulta aventurado decir qué vendrá en el corto plazo. Lo cierto es que luego de la condena al general Ríos Montt la sociedad en su conjunto se tensa, se pone al rojo vivo. Quizá sin habérselo propuesto expresamente, este juicio coloca sobre la mesa verdades de las que se habla poco, o nada. En estos momentos, sin dudas con algo de sesgo, todo pareciera girar en torno a si hubo o no hubo genocidio. Así planteadas las cosas, de esta forma tendenciosamente simplificada, la cuestión se reduce a si el militar de marras está “bien” condenado, o no. Pero la situación es mucho más compleja.

sabato 18 maggio 2013

ARMED MESSIAH VERSUS MESSIAH OF THE SACRED HEART?, by don Ferdinando Sudati (English - Español - Italiano)

Preface written by Don Ferdinando Sudati for the book by Pier Francesco ZarconeThe Armed Messiah: Yešū’ Bar Yōseph (published by Massari editore).   


The author of this essay, Pier Francesco Zarcone, is a believer; better yet, an orthodox Christian, graduated in Canonical Law and author of a previous book on Gesus*. He is also a historian of the workers’ movement with an anarchist background and he is an exponent, since several years, of an international political association which defines itself in terms of “red utopianism”. He is also a fine Islamologist and several other things. This should be enough to better frame the intellectual genesis of the book, to understand the emphasis he puts on certain aspects of the text and in order to appreciate the honesty with which he carries out his research. Not very often do we find a layman, someone who is not a theologian by profession, who is competent enough in religious matters and has the ability to communicate his knowledge, through writing, as the Author does. The reader will confront a demanding work, but not at all obscure or complicate, thanks to the style’s transparency. And that is already a great merit. 
The armed Messiah deals with a topic very much discussed at the half of the previous century. Even if it attracted a rather elitist attention, it has not lost its momentum, not even at the beginning of this 21st century, while new and deeper historical and biblical inquiries, as well as greater independence from traditional ideologies, allow us to see Jesus’ figure and deeds in a more balanced way. Between an aspiring Messiah who chooses the political and military path in order to subvert Rome’s power, and a non-violent pacifist who rejects the idea of even using vigorous methods to change the oppressive society of his time and establish the kingdom of God, there may be perhaps an intermediate space which could be the one Jesus really filled, or could have occupied in certain moments of his life.

venerdì 10 maggio 2013

VENEZUELA POST CHÁVEZ: PRUEBA DE FUEGO Y LABORATORIO PARA LA IZQUIERDA (VENEZOLANA Y MUNDIAL), por Marcelo Colussi

“La invencibilidad reside en la defensa, 
las oportunidades de victoria, en el ataque”.
Sun-Tzu

“La tarea es formar revolucionarios y no consumistas, culminar una revolución  y no competir en una subasta de votos”.
Luis Britto-García



Una elección reñida

Más allá de la interesada y tendenciosa matriz de opinión con que la derecha, tanto nacional como internacional, quiso presentar las recientes elecciones en Venezuela proclamando fraude a los cuatro vientos, la realidad es que Nicolás Maduro, aunque sea con estrecho margen, ganó.
De ello se pueden sacar varias conclusiones.

giovedì 9 maggio 2013

SPORT, RECORD, FAIR PLAY E CONTROLLO SOCIALE, di Marco Piracci



 The Philosophers' Football Match
(
Monty Pithon, 1972)
Sono felice di notare che  sulla tematica dello sport, si sia aperto un interessante dibattito. L’ email che mi sono pervenute ancora prima dell’articolo di Enzo Valls intitolato  “Il carattere essenzialmente sociale e collettivo del gioco” testimoniano la presenza di un interesse a riguardo, il desiderio di esprimere il proprio punto di vista. Le mie considerazioni sullo sport, non possono che partire da che cosa sia lo sport oggi, in un contesto definibile in termini temporali e spaziali. Enzo Valls sottolinea gli aspetti sociali e collettivi del gioco. Aspetti facilmente visibili e riscontrabili. Quello che però l’articolo non coglie, è il condizionamento economico-culturale presente nel gioco così come negli altri vari ambiti dell’esistenza. In ambito psico-pedagogico perfino autori comportamentisti come Mario Di Pietro o Monica Dacomo, sottolineano i limiti presenti in attività competitive ed in particolare nei giochi di squadra. Secondo questi autori si rende necessario limitare l’aspetto agonistico proprio per non generare ulteriore ansia nei bambini1. È interessante notare che anche in alcuni approcci allo sport negli U.S.A. sono sottolineati i limiti della competizione. Tra pochi giorni sarà nelle sale cinematografiche il film “Parental Guidance”  diretto da Andy Fickman. Nel film è presente una scena di circa dieci minuti in cui è mostrata una partita di baseball dove non esistono punti. Il battitore continua a battere finché non colpisce la palla ed in questo modo “conquista” la base. Anche nella patria del made self man l’ideologia dominante viene necessariamente messa in discussione proprio dove mostra con più evidenza tutti i suoi limiti: il rapporto con i bambini. È un dato importante, destinato a pesare nel tempo. 

martedì 7 maggio 2013

HUMBERTO – IN MEMORIAM

La primera misión de un intelectual revolucionario es buscar y decir la verdad. Aunque esa verdad sea molesta o dolorosa. Humberto dedicó muchos esfuerzos  a esta verdad. Y nos restituyó una imagen del Che hecha persona de carne y sangre con toda su grandeza y también con todas sus debilidades. Nos dejó un balance de la epopeya boliviana sin falsos oropeles, pero con hombres que dieron sus vida por un ideal que era de Humberto y que también es el nuestro.
Mucho aprendimos de los libros de Humberto. Las enseñanzas que deja la guerrilla boliviana sirven a todos los latinoamericanos para no cometer los mismos errores. Sirven también para templar el animo recordando el coraje y la fe de los que en ella combatieron.
Humberto trasmitía esa experiencia, sus vastos conocimiento con la modestia y la paciencia de los verdaderos enseñantes, siempre con la convicción de decir la verdad.
Eso le trajo el  rechazo de los que se sintieron molestos por esa verdad, pero le proporcionó la admiración y la gratitud de los que tuvimos el gusto y el honor de conocerlo.
Chau Humberto.

Alfredo Helman
(Argentina/Italia)

* * * * *

Caro Roberto, 
Faça chegar à família do Humberto meus sentimentos. Conheci o Humberto uns 15 anos atrás, em Santa Cruz, Bolívia. Foi meu único encontro com ele. Mas guardo ótimas recordações. Era um homem de valor. Uma lástima mesmo. Minha força à família.
Grande abraço.

Luiz Bernardo Pericás
(São Paulo)

domenica 5 maggio 2013

HUMBERTO VÁZQUEZ VIAÑA: MISIÓN CUMPLIDA ANTES DE PARTIR, por Carlos Soria Galvarro

Humberto Vázquez Viaña ha fallecido. En los últimos años,  casi completamente ciego completó su trabajo documental y testimonial sobre la Guerrilla del Che en Bolivia, con tal premura que es de suponer presentía que le quedaba poco tiempo.
Vazquez Viaña, era hijo del insigne historiador boliviano Humberto Vázquez Machicado y hermano de Jorge “Loro” Vázquez, guerrillero capturado y asesinado por las Fuerzas Armadas. Estuvo relacionado directamente con el proyecto guerrillero, cumplió tareas en el aparato urbano y fue miembro del Ejército de Liberación Nacional (ELN) hasta poco después de la muerte de “Inti”. Refugiado político en Suecia, estudió sociología y realizó un conjunto de investigaciones y estudios sobre lo que fue la pasión de toda su vida: establecer la verdad histórica de los sucesos guerrilleros de 1967, descubrir sus entretelones y encontrarles un sentido.
Despúes de varios “adelantos” de sus obras, presentó el año 2000 su libro “Una guerrilla par a el Che”. Ocho años después hizo una segunda edición con varias modificaciones y con la inclusión de nuevos anexos.
El año 2011 entregó, lo que podría considerarse la culminación de sus investigaciones: “Dogmas y herejías en la guerrilla del Che”.

venerdì 3 maggio 2013

HASTA SIEMPRE, HUMBERTO QUERIDO, di Roberto Massari (en español/in italiano)

ESPAÑOL

Humberto Vázquez Viaña ha muerto de un tumor el 1 de mayo, a las diez de la noche. A su lado estaba su compañera Lola.
Perdemos a uno de los últimos testigos partícipes  de la guerrilla del Che en Bolivia y a un raro ejemplo de intelectual capaz de decir la verdad, toda la verdad, sin preocuparse de los enemigos que eso hubiera podido crearle (y que efectivamente le creó por muchos años). Perdemos a un hombre bueno, desinteresado, honesto, pero tenaz, batallador, polémico. Perdemos un raro ejemplo de devoción a la causa revolucionaria despreocupado por las ventajas que le hubiera podido garantizar la sociedad del espectáculo ya sea en Europa como en Latinoamérica. Perdemos un ejemplo de vida intelectual en el cual deberían inspirarse las nuevas generaciones de historiadores y estudiosos de los movimientos revolucionarios.

mercoledì 1 maggio 2013

SUL LIBRO DI M. BADIALE E F. TRINGALI, di Michele Nobile

Le trappole dell’antieuropeismo nazionalistico e del richiamo alla Costituzione

(Primo maggio 2013)

Il libro di Marino Badiale e Fabrizio Tringali La trappola dell’euro (Asterios 2012) è da consigliarsi sia per il contributo analitico all’interpretazione della crisi dell’euro sia per la critica delle misure antipopolari di politica economica messe in atto nei paesi dell’eurozona e, in particolare, in quelli colpiti dalla cd. crisi del debito sovrano. L’interesse maggiore del volume risiede però, a parer mio, nella connessione tra impianto analitico e proposta politica. Quest’ultima si può riassumere nell’obiettivo di riconquistare la sovranità monetaria dello Stato italiano, uscendo dall’Unione europea e dall’Eurosistema, al fine di attuare una politica economica «per difendere i ceti medi e popolari, ed iniziare almeno i primi passi di un percorso che ci porti verso una reale alternativa alla distruttività del capitalismo contemporaneo» (p. 135).
La prospettiva formulata da Badiale e Tringali è ampiamente diffusa nell’area della sinistra più o meno antagonistica (ma anche nella destra radicale, per dirla tutta), per quanto non necessariamente con la stessa consapevolezza della posta in gioco e con la stessa coerenza logica dimostrata dagli autori. Leggere con attenzione critica questo libro può dunque essere utile per prendere coscienza dei presupposti e delle implicazioni di una linea che riconduca la lotta contro le misure antipopolari agli obiettivi complessivi della fuoriuscita dall’area dell’euro e dall’Unione europea e alla formulazione di una politica economica alternativa. 


Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

RED UTOPIA ROJA - Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo.

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)