L’associazione Utopia rossa considera suo fondamento politico il principio secondo cui il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi si deve riflettere l’essenza del fine. Non ha programmi politici, come del resto non ne aveva la Prima internazionale. Nonostante le più diverse provenienze ideologiche dei suoi sostenitori, essa ritiene che l’anticapitalismo dilagato dopo l’inizio dell’Antirivoluzione russa (dicembre 1917) sia stato motivato fondamentalmente da idee precapitalistiche, cioè retrograde, e non da progetti di civiltà in grado di superare il capitalismo sviluppando ulteriormente i suoi modelli di democrazia. Ciò spiega anche il prevalere, nella storia della cosiddetta «sinistra», di simpatie per i regimi dittatoriali di ogni specie e colore. Utopia rossa si batte contro l’ulteriore diffusione di ideologie precapitalistiche vecchie e nuove (in campo politico, culturale, ecologico, religioso ecc.), come parte della sua battaglia per il superamento del capitalismo, se si vuole salvare la vita sulla Terra con la sua umanità. In questo senso la sua utopia continua ad essere rossa.

The Red Utopia association considers its political foundation to be the principle that the end does not justify the means, but that the means must reflect the essence of the end. It has no political program, just as the First International did not. Despite the diverse ideological backgrounds of its supporters, it believes that the anti-capitalism that spread after the start of the Russian Anti-Revolution (December 1917) was fundamentally motivated by pre-capitalist – that is, retrograde – ideas, and not by civilizational projects capable of overcoming capitalism and of further developing its democratic models. This also explains the prevalence, throughout the history of the so-called «left», of sympathies for dictatorial regimes of all kinds and colors. Red Utopia fights against the further spread of old and new pre-capitalist ideologies (in the political, cultural, ecological, religious, and other fields) as part of its battle to overcome capitalism, if life on Earth, including its humanity, is to be saved. In this sense, its utopia remains red.

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venerdì 9 ottobre 2020

COVID E AEROSOL: UN RISCHIO GENERALE PER LA SECONDA ONDA IMMINENTE

di Michele Nobile

1. La seconda onda di Covid-19 e il contagio per aerosol

2. La specificità del rischio di contagio per via aerea e la prevenzione

3. Le ragioni per cui l’Oms e i governi non riconoscono conseguentemente il ruolo della via aerea nella trasmissione di SARS-CoV-2

 

1. La seconda onda di Covid-19 e il contagio per aerosol

[Termino di scrivere questo articolo il 9 ottobre, giorno in cui i nuovi positivi a SARS-CoV-2 sono 5.372, in aumento sul giorno precedente (4558), quasi il doppio della media della settimana precedente, cinque volte il livello medio della prima settimana di settembre. Evidentemente la tempesta sta arrivando. Ci allineiamo all’Europa, dicono, come se in questo caso sia cosa bella e buona. Era previsto, dicono ancora. Appunto: ma questa non è una tempesta che in qualche misura non si potesse contenere. Forse saremmo ancora in tempo, ma si continua a tergiversare. Si parla di maschere obbligatorie all’aperto, che è da tempo cosa ovvia, ma non del rischio maggiore: quello da aerosol, specialmente negli ambienti interni chiusi, affollati o molto frequentati, poco ventilati: ad esempio trasporti, uffici pubblici, scuole, supermercati; oppure di quei luoghi e situazioni in cui occorre togliersi la protezione: al ristorante, durante l’aperitivo, a qualsiasi ora, anche e specialmente a mezzogiorno. Sulla scuola in particolare, a destra e a sinistra si fanno discorsi che poco o nulla hanno a che fare con la realtà e molto con interessi economici e con la falsa coscienza ideologica. Nell’articolo spiego perché ignorare il contagio tramite aerosol è in contrasto con il principìo di prudenza e perché questo ha molto a che fare con gli interessi privati e di bilancio, anteposti alla salvaguardia della salute pubblica. Occorreva agire con ben altri criteri, anche per evitare che ancora una volta il coronavirus diventi incontrollabile.]

 

Covid-19 è solo l’ultima delle oramai numerose nuove malattie infettive. In circa nove mesi la pandemia ha mietuto almeno un milione di vittime, che saranno in effetti molte di più e concentrate nelle città e negli slums dei Paesi emergenti e sottosviluppati dell’America latina, dell’Asia e dell’Africa. Morti che s’aggiungono al peso delle malattie endemiche e non contagiose.

Proprio per la novità di queste nuove malattie, la comunità scientifica internazionale ha bisogno di tempo per chiarirne i diversi aspetti. Non c’è dunque nulla di sorprendente nel fatto che la precisazione delle diverse modalità di trasmissione del coronavirus e della loro relativa importanza siano oggetto di controversia. Tuttavia, quella dei modi di trasmissione non è questione confinabile nel dibattito scientifico tra specialisti: ha immediate e gravi conseguenze per le misure adottate al fine di preservare la salute pubblica. Ed è questione che con l’approssimarsi dell’inverno diventa sempre più urgente.

Nel caso di Covid-19 la discussione si pone in questi termini. O, come l’Oms e i governi nazionali, si afferma che al di fuori di determinate procedure mediche che generano aerosol la trasmissione di SARS-CoV-2 avviene esclusivamente per contatto, cioè mediante goccioline respiratorie (droplets) con traiettoria balistica, che ricadono verso terra entro pochi secondi nel raggio di 1-2 metri. Oppure, come parte consistente della comunità scientifica internazionale, si ritiene che a fianco della prima modalità di contagio se ne dia un’altra: per via aerea, tramite sospensione di particelle infettive in una nuvola di aerosol, che si muove a distanze superiori a 2 metri e può «galleggiare» nell’atmosfera da decine di secondi a ore, a seconda delle dimensioni e dei flussi d’aria.

La netta distinzione tra le due modalità di trasmissione e il limite posto alla via aerea ha avuto e ha grandi conseguenze sulle misure di prevenzione. Se la trasmissione avviene solo per contatto, allora quarantena, distanziamento fisico e igiene sono misure necessarie e sufficienti. Se può darsi anche per via aerea quelle precauzioni sono necessarie ma non sufficienti

Un tempo si credeva che la tubercolosi, che era importantissima causa di morte e invalidità, si trasmettesse per contatto: occorsero decenni per dimostrare che il contagio avviene per via aerea. Anche per malattie emerse di recente come la Sars la discussione continua, da quasi vent’anni, ma come cittadini non possiamo attendere che la controversia scientifica sia definitivamente risolta, fra mesi o anni. Per quanto si possano ritenere non conclusive, le prove di vario tipo dell’importanza della trasmissione per aerosol sono consistenti: quel che si chiedono diversi scienziati è: nel mezzo di una pandemia, quale livello di prova si esige ancora per attuare politiche coerenti che tengano conto sia della trasmissione per contatto sia per via aerea?

lunedì 28 marzo 2016

ALLARME CLIMA: FEBBRAIO IL QUINTO MESE CONSECUTIVO CON TEMPERATURE SUPERIORI DI UN GRADO RISPETTO ALLA MEDIA, di Andrea Vento (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)

I dati climatici diffusi dalla Nasa relativi al mese di febbraio confermano l'allarmante dinamica del surriscaldamento terrestre in atto e gettano sinistre ombre sulla sostenibilità dell'accordo raggiunto alla COP21 di Parigi, nel dicembre scorso. Il mese da poco concluso, infatti, non solo è risultato il febbraio più caldo dal 1880, inizio delle rilevazioni globali, ma addirittura quello con lo scostamento più elevato, ben 1,35 gradi, rispetto alla temperatura media del corrispondente mese rilevata nel trentennio 1951-1980, superando nettamente l'effimero record registrato in gennaio, con +1,14 gradi.
Tuttavia è la tendenza degli ultimi mesi a destare grande preoccupazione, tanto da spingere Stefan Rahmstorf del Potsdam Institute for Climate Impact Research a dichiarare che «siamo in una sorta di emergenza climatica. La situazione è davvero stupefacente e assolutamente senza precedenti». Secondo i dati della Nasa, siamo in presenza del quinto mese consecutivo in cui la temperatura media supera di un grado quella del trentennio di riferimento, con un trend crescente estremamente preoccupante. I primi due mesi del 2016 sono stati, infatti, preceduti dagli ultimi tre del 2015, anch'essi con temperature abbondantemente oltre la media: ottobre (+1,06 gradi), novembre (+1,03) e dicembre (+1,10). Estendendo l'analisi a tutto il 2015 rileviamo come, sempre in base ai dati forniti dalla Nasa e dall'Agenzia Federale per la Meteorologia (Noaa), siano stati ben dieci i mesi che hanno registrato un record di temperatura media, con le uniche eccezioni di gennaio e aprile. Nell'arco dell'intero anno la temperatura media terrestre è risultata di 1 grado superiore a quella del decennio 1880-1889, il primo dall'inizio delle rilevazioni, superando il precedente record del 2014 di 0,14 gradi. Situazione, come stigmatizzato dai meteorologi, estremamente preoccupante non solo per il record del 2015, il più caldo degli ultimi 136 anni, ma, soprattutto, per l'inarrestabile trend crescente delle temperature medie mensili.
I valori diffusi dalla Nasa si riferiscono alla media terrestre, omogeneizzando condizioni regionali che in alcune aree del pianeta assumono dimensioni ben più allarmanti. In particolare, secondo uno studio del Politecnico federale di Zurigo, nell'Artico e nelle aree adiacenti la temperatura avrebbe superato di 2 gradi la media del periodo preindustriale ormai da quindici anni e nel Mediterraneo, negli Usa e in Brasile potrebbe raggiungere questa soglia già nel 2030. Aggiungendo come un aumento della temperatura media terrestre di 2 gradi si concretizzerebbe con incrementi fino a 6 gradi in alcune zone del pianeta, soprattutto quelle a maggior densità di popolazione. Appare chiaro come, alla luce di queste ricerche, l'accordo di Parigi mostri limiti ancor più evidenti rispetto a quelli denunciati, non solo dagli ambientalisti, all'indomani della chiusura della COP21. Se forti perplessità erano state sollevate rispetto alla mancanza di controlli e alle modalità di contenimento delle emissioni, nonché sui tempi lunghi di verifica, la prima delle quali nel 2023, particolarmente critico appare il rispetto del limite di 1,5-2 gradi di aumento della temperatura media terrestre entro il 2050. Considerando l'inerzia atmosferica, anche procedendo ad un ipotetico immediato blocco degli incrementi delle emissioni di gas serra, in base ai dati di febbraio gli obiettivi di Parigi potrebbero essere sforati già nell'arco di qualche lustro.

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

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a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.