L’associazione Utopia rossa considera suo fondamento politico il principio secondo cui il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi si deve riflettere l’essenza del fine. Non ha programmi politici, come del resto non ne aveva la Prima internazionale. Nonostante le più diverse provenienze ideologiche dei suoi sostenitori, essa ritiene che l’anticapitalismo dilagato dopo l’inizio dell’Antirivoluzione russa (dicembre 1917) sia stato motivato fondamentalmente da idee precapitalistiche, cioè retrograde, e non da progetti di civiltà in grado di superare il capitalismo sviluppando ulteriormente i suoi modelli di democrazia. Ciò spiega anche il prevalere, nella storia della cosiddetta «sinistra», di simpatie per i regimi dittatoriali di ogni specie e colore. Utopia rossa si batte contro l’ulteriore diffusione di ideologie precapitalistiche vecchie e nuove (in campo politico, culturale, ecologico, religioso ecc.), come parte della sua battaglia per il superamento del capitalismo, se si vuole salvare la vita sulla Terra con la sua umanità. In questo senso la sua utopia continua ad essere rossa.

The Red Utopia association considers its political foundation to be the principle that the end does not justify the means, but that the means must reflect the essence of the end. It has no political program, just as the First International did not. Despite the diverse ideological backgrounds of its supporters, it believes that the anti-capitalism that spread after the start of the Russian Anti-Revolution (December 1917) was fundamentally motivated by pre-capitalist – that is, retrograde – ideas, and not by civilizational projects capable of overcoming capitalism and of further developing its democratic models. This also explains the prevalence, throughout the history of the so-called «left», of sympathies for dictatorial regimes of all kinds and colors. Red Utopia fights against the further spread of old and new pre-capitalist ideologies (in the political, cultural, ecological, religious, and other fields) as part of its battle to overcome capitalism, if life on Earth, including its humanity, is to be saved. In this sense, its utopia remains red.

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lunedì 25 aprile 2011

«PULIZIA DI CLASSE: IL MASSACRO DI KATYN» DI VICTOR ZASLAVSKY, di Andrea Furlan

Il 23 agosto 1939 fu firmato il Patto di collaborazione fra Germania nazista e Unione Sovietica (accompagnato dai protocolli segreti sulla spartizione della Polonia e altri territori) che determinerà un cambiamento dei rapporti di forza all'interno dell'Europa a favore della Germania, consentendo a Hitler di invadere la "sua" parte di Polonia e a Stalin la "sua", dando avvio in tal modo al più grande massacro della storia, cioè la Seconda guerra mondiale.
Il Patto, meglio conosciuto con il nome dei ministri degli Esteri Molotov e Ribbentrop, stabiliva la spartizione della Polonia e delle Repubbliche Baltiche in zone d'influenza tra la Germania di Hitler, che invaderà la Polonia il 1º settembre 1939, e l'Unione Sovietica di Stalin, che occuperà il 52% del territorio polacco assegnatole dal Patto due settimane più tardi, esattamente il 17 settembre 1939. A causa di questo accordo scellerato, il popolo polacco conoscerà sulla propria pelle, pagando prezzi altissimi in perdite di vite umane, l'occupazione militare da parte delle due dittature più feroci che la storia dell'umanità abbia mai prodotto.
Nel contesto delle vicende militari che accompagnarono la duplice invasione della Polonia, nella foresta di Katyn - località situata presso la città di Smolensk, nell'estrema Russia occidentale - si consumò nel marzo 1940 l'eccidio di 21.847 persone, fra militari e civili polacchi, per mano dell'Nkvd, la famigerata polizia politica sovietica. L'eccidio è stato documentato in varie pubblicazioni, ma qui ci limitiamo a presentare un libro prodotto in Italia da un grande storico di origini russe, in cui si descrive in modo documentato quanto accadde a Katyn e si chiarisce quali siano state le responsabilità politiche, etiche e morali di quell'orrendo massacro: è un libro edito da il Mulino nel 2006 - Pulizia di classe: Il massacro di Katyn (pp. 144, € 11,00) - scritto dallo storico e sociologo Victor Zaslavsky.
L'autore, nato a San Pietroburgo il 26 settembre 1937, è uno storico russo naturalizzato canadese che si è specializzato nello studio dei rapporti tra Italia e Unione Sovietica, e in particolare tra Pci e Pcus, dal 1945 al 1989. Laureato in Storia presso l'Università di San Pietroburgo, ha insegnato Sociologia politica alla Luiss di Roma, è autore di numerosi libri storici riguardanti l'Urss e una delle sue ricerche principali è contenuta nel libro Togliatti e Stalin. Il Pci e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca, edito sempre da il Mulino nel 1997 e scritto in collaborazione con la moglie Elena Aga Rossi. Zaslavsky si è spento a Roma il 26 novembre 2009, all'età di 72 anni.
La vicenda narrata nel libro di Zaslavsky è stata descritta recentemente molto bene anche dal film del celebre regista polacco Andrzej Wajda - Katyn - distribuito in Italia nel 2009.

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

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a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.