L’associazione Utopia rossa considera suo fondamento politico il principio secondo cui il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi si deve riflettere l’essenza del fine. Non ha programmi politici, come del resto non ne aveva la Prima internazionale. Nonostante le più diverse provenienze ideologiche dei suoi sostenitori, essa ritiene che l’anticapitalismo dilagato dopo l’inizio dell’Antirivoluzione russa (dicembre 1917) sia stato motivato fondamentalmente da idee precapitalistiche, cioè retrograde, e non da progetti di civiltà in grado di superare il capitalismo sviluppando ulteriormente i suoi modelli di democrazia. Ciò spiega anche il prevalere, nella storia della cosiddetta «sinistra», di simpatie per i regimi dittatoriali di ogni specie e colore. Utopia rossa si batte contro l’ulteriore diffusione di ideologie precapitalistiche vecchie e nuove (in campo politico, culturale, ecologico, religioso ecc.), come parte della sua battaglia per il superamento del capitalismo, se si vuole salvare la vita sulla Terra con la sua umanità. In questo senso la sua utopia continua ad essere rossa.

The Red Utopia association considers its political foundation to be the principle that the end does not justify the means, but that the means must reflect the essence of the end. It has no political program, just as the First International did not. Despite the diverse ideological backgrounds of its supporters, it believes that the anti-capitalism that spread after the start of the Russian Anti-Revolution (December 1917) was fundamentally motivated by pre-capitalist – that is, retrograde – ideas, and not by civilizational projects capable of overcoming capitalism and of further developing its democratic models. This also explains the prevalence, throughout the history of the so-called «left», of sympathies for dictatorial regimes of all kinds and colors. Red Utopia fights against the further spread of old and new pre-capitalist ideologies (in the political, cultural, ecological, religious, and other fields) as part of its battle to overcome capitalism, if life on Earth, including its humanity, is to be saved. In this sense, its utopia remains red.

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mercoledì 18 maggio 2016

«FELICIA», di Antonio Marchi e Umberto Santino

Conosco abbastanza bene la storia degli anni '70 e il massacro di giovani e di speranze che ne fu parte… nonostante ciò, non riesco a non emozionarmi davanti a un film che mi tocca il cuore e il cervello. Pur essendo soddisfatto per quello che ho visto, alcune scene del film mi hanno lasciato perplesso e incredulo per la loro forzata spettacolarizzazione. D'altronde, dopo l'infamante intervista al figlio di Riina ad opera di Bruno Vespa, la Rai non poteva che correggersi con questa fiction.
S'intitola Felicia Impastato il film di Gianfranco Albano andato in onda martedì sera [10 maggio] su RaiUno. Scritto da Diego De Silva con Monica Zapelli (che ha già firmato I cento passi), il film - prodotto da Metto Levi con RaiFiction - è stato realizzato con la collaborazione preziosa di Giovanni Impastato, fratello di Peppino. «I cento passi - racconta - è stata la prima esperienza dell'incontro tra realtà e cinema. Ho tantissimi ricordi di mia madre, quello, memorabile, fu quando puntò il dito contro il criminale mafioso Badalamenti. Un film emozionante ma fin troppo addolcito dalla inevitabile suggestione per un pubblico televisivo. A Casa Impastato, oggi a disposizione della società civile, si vivono emozioni. È rimasta così, noi l'abbiamo riempita di reperti importanti. Ci sono tutti i ricordi. E con le chiavi abbiamo aperto la casa di Badalamenti. Lì c'è la storia della mafia».
Attraverso la figura di Felicia, fiera e determinata (interpretata da Lunetta Savino), ripercorre le tappe della vicenda di Peppino, ucciso per mano mafiosa. Nessuno dà credito a Felicia. Solo il magistrato Rocco Chinnici (Antonio Catania) le crede, riprende in mano le carte, cerca i riscontri. Lo capisce anche la mafia che quel servitore dello Stato non è disposto a mollare per arrivare alla verità. Il 29 luglio 1983 Chinnici viene ucciso in un attentato, ma la sua passione civile ha contagiato Francesca Imbergamo, studentessa di giurisprudenza che diventa magistrato. È lei a riaprire i faldoni, a riannodare i fili. Sono due donne a chiedere giustizia e a ottenerla: il 25 ottobre 2000 Felicia Impastato entra nell'aula di tribunale per guardare in faccia, in videoconferenza, il boss Gaetano Badalamenti, condannato poi all'ergastolo.
Ho chiesto un parere al prof. Umberto Santino del Centro siciliano Peppino Impastato, uno dei maggiori studiosi dell'antimafia.
A.M.

Felicia Impastato
«LA FIGURA DI FELICIA È TOTALMENTE FALSATA», un commento di Umberto Santino*

Ieri sera abbiamo visto il telefilm su Felicia. L'attrice è brava, ma le nostre indicazioni sono state quasi completamente disattese (tra l'altro non figuriamo tra i consulenti, nonostante abbiamo scritto sette pagine di suggerimenti, dopo aver letto la sceneggiatura). La figura di Felicia è totalmente falsata: Felicia usciva di casa rarissimamente, non andava continuamente in giro come si vede nel film e hanno tolto una scena esemplare: lei che va a votare pochi giorni dopo l'assassinio. A me fanno fare cose che non ho mai fatto, come la raccolta delle pietre insanguinate nel casolare (sono stati solo i compagni e non c'era Giovanni), e non quelle che ho fatto: dal rapporto con i magistrati al libro con Anna [Puglisi]**, con la storia di vita di Felicia e la rivelazione del viaggio del marito in America, alla manifestazione nazionale contro la mafia, pensata, proposta, organizzata, gestita e finanziata dal Centro, cioè soprattutto da me e Anna, che è stata completamente cancellata.

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.