L’associazione Utopia rossa considera suo fondamento politico il principio secondo cui il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi si deve riflettere l’essenza del fine. Non ha programmi politici, come del resto non ne aveva la Prima internazionale. Nonostante le più diverse provenienze ideologiche dei suoi sostenitori, essa ritiene che l’anticapitalismo dilagato dopo l’inizio dell’Antirivoluzione russa (dicembre 1917) sia stato motivato fondamentalmente da idee precapitalistiche, cioè retrograde, e non da progetti di civiltà in grado di superare il capitalismo sviluppando ulteriormente i suoi modelli di democrazia. Ciò spiega anche il prevalere, nella storia della cosiddetta «sinistra», di simpatie per i regimi dittatoriali di ogni specie e colore. Utopia rossa si batte contro l’ulteriore diffusione di ideologie precapitalistiche vecchie e nuove (in campo politico, culturale, ecologico, religioso ecc.), come parte della sua battaglia per il superamento del capitalismo, se si vuole salvare la vita sulla Terra con la sua umanità. In questo senso la sua utopia continua ad essere rossa.

The Red Utopia association considers its political foundation to be the principle that the end does not justify the means, but that the means must reflect the essence of the end. It has no political program, just as the First International did not. Despite the diverse ideological backgrounds of its supporters, it believes that the anti-capitalism that spread after the start of the Russian Anti-Revolution (December 1917) was fundamentally motivated by pre-capitalist – that is, retrograde – ideas, and not by civilizational projects capable of overcoming capitalism and of further developing its democratic models. This also explains the prevalence, throughout the history of the so-called «left», of sympathies for dictatorial regimes of all kinds and colors. Red Utopia fights against the further spread of old and new pre-capitalist ideologies (in the political, cultural, ecological, religious, and other fields) as part of its battle to overcome capitalism, if life on Earth, including its humanity, is to be saved. In this sense, its utopia remains red.

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martedì 3 maggio 2016

REVENANT - REDIVIVO (Alejandro González Iñárritu, 2015), di Pino Bertelli

Chi, il Generale [Lee]? Oh, ma quello non è mica mio. I gatti non hanno padroni.
[dal film Il Grinta (1969), di Henry Hathaway]

Il cinema contiene il genio e la provvidenza di tutti i dispotismi del nostro tempo… aiuta i popoli a non essere mai a corto di illusioni e ha la stravaganza anche di fare del proselitismo dottrinale, ideologico o mercantile, che è sempre stato il marchio del fanatismo innato o acquisito… volere anatomizzare un film di successo planetario equivale ad analizzare le vetrine di un centro commerciale. L'ingenuità tipica dei dogmatici del cinematografo porta al consenso un film furbo (Revenant - Redivivo), forse ben fatto, male interpretato e soprattutto inutile… sta con i trucidi cacciatori di pelli (spietati colonialisti amati dalla storiografia filmica hollywoodiana e dalla letteratura per ragazzi) e contro i nativi… gli indiani sono visti come esagitati in cerca di sangue e whisky… all'inizio fanno fuori un po' di usurpatori, poi pian piano diventano sempre più domestici… nell'ultima sfida tra il bene e il male a pagare è solo uno… il più terreno… quello che per denaro poteva sparare anche a sua madre… come del resto gli altri cacciatori. L'impulso della collera non sta mai nella ragione imposta, ma nella rivolta contro l'ingiustizia.
Fra gli uomini di genio che come Nietzsche, Rimbaud o Pasolini, ebbero il gusto e il coraggio della provocazione e del dissidio… nel cinema un posto non trascurabile spetta a Eric von Stroheim, autore immortale di opere come Rapacità (1924), Sinfonia nuziale (1926-1928) o Luna di miele (1928)… un uomo che aveva osato dare l'assalto alla "fabbrica di salsicce", Wollywood, come lui stesso la definiva, e per questo fu emarginato e costretto all'esilio: «Un genio, un uomo di immense capacità che è stato messo nell'impossibilità di nuocere, costretto per vivere a fare l'attore agli ordini di registi mediocri» (Abel Gance). Sono i poeti maledetti di ogni arte che disorientano detrattori e adulatori, interrogano i fanatismi e i conformismi di ogni tempo e lasciano le loro opere alla meravigliosa impertinenza che disvela e rende indecenti le mitologie mercantili/spettacolari della loro epoca.
Alejandro González Iñárritu, cineasta messicano di pregio, che molti addetti ai lavori hanno definito geniale… senza mai accorgersi che era un abile confezionatore di film sovente avvolti in una stupidità abissale, come Birdman… è baciato sulla bocca del successo da critica e pubblico. Come regista e sceneggiatore gli hanno conferito una pioggia di premi importanti (Oscar, Golden Globe, Bafta, Saturn Award)… naturalmente le mosche cocchiere della critica italiana non potevano non premiarlo con il David di Donatello - che è andato perfino ad un analfabeta del cinema, Luciano Ligabue, per Radiofreccia (1998). La magnificazione del personaggio segue l'entusiasmo generale ad ogni uscita delle sue opere, il fatto è che l'entusiasmo è la sintomatologia acclarata degli imbecilli.

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

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a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.