L'associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l'unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente - con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica - persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

domenica 20 marzo 2011

L’AGGRESSIONE ALLA LIBIA, di Pier Francesco Zarcone

(20 marzo 2011)

L’Occidente è intervenuto nei cieli di Libia, su stimolo pressante del governo francese di Sarkozy e con l’accordo della Lega Araba. Il solitario riconoscimento francese al Consiglio rivoluzionario libico aveva già fatto capire che una svolta Parigi l’avrebbe comunque impressa. Sulla scena internazionale la Francia ha giocato formalmente un attivo ruolo da protagonista. Su di esso e su altri fatti c’è spazio per alcune considerazioni di fondo. Il segretariato generale dell’Onu come al solito è andato a rimorchio; l’Unione Europea ancora una volta ha dimostrato la sua inconsistenza in politica estera (e magari si trattasse solo di quella) e il governo italiano ha mantenuto salda una tradizione ormai più che secolare. Dai baciamano all’amico libico si è passati al tentennamento, poi al voltafaccia e infine alla messa a disposizione di basi e aerei agli alleati occidentali. Ancora una volta quello italiano si è rivelato un imperialismo straccione e vigliacco; perché gli imperialisti veri (e non gli aspiranti tali) oltre ad avere sulla coscienza tonnellate di “pelo”, normalmente pensano al perseguimento dei propri interessi, in modo più o meno efficace. Come la Francia, a cui dei diritti umani della popolazione libica importa meno che niente, mentre ha tutto l’evidente interesse a prenotarsi con il “numero 1” per proficue concessioni petrolifere da parte del governo provvisorio anti-Gheddafi, che ora alla Francia deve moltissimo. Oltre che ad avere un amico in loco che possa svolgere l’azione di controllo di migrazioni africane verso l’Europa. Inoltre ha dimostrato di essere ancora in grado di svolgere una funzione politico-militare da media potenza regionale.
Scena del film La battaglia di Algeri,
di Gillo Pontecorvo
Essendo ormai chiaro che i ribelli libici da soli non ce l’avrebbero fatta, chi scrive aveva già espresso [http://utopiarossa.blogspot.com/2011/03/mondo-arabo-in-rivolta-iv-di-pier.html] la propria preferenza per il rapido invio a essi di massicci armamenti da parte del mondo arabo (e non certo degli imperialismi che si affacciano sul Mediterraneo) in modo da compensare il gap in favore delle milizie di Gheddafi. Si tratta, ovviamente di una posizione personale, peraltro difficilissima da realizzare in termini pratici. Invece le potenze occidentali hanno puntato all’instaurazione di una no fly zone. La concretizzazione di questa scelta, fatta propria dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, implica veri e propri atti di guerra. In buona sostanza, in caso di violazione del divieto si tratta di distruggere impianti radar, postazioni antiaeree, aeroporti militari. E la protezione delle popolazioni attaccate dagli uomini di Gheddafi implica attacchi dal cielo alle truppe di terra.
Il problema è cosa succederà in seguito, sui piani militare e politico. Se i ribelli libici non verranno messi in grado di riprendere la loro offensiva autonoma verso Tripoli si andrà di fatto alla spartizione della Libia in due zone, facendo del provvisorio il definitivo. E poi? Innanzi tutto una situazione del genere avrebbe immediati esiti neocolonialisti, facendo dell’Occidente l’indispensabile protettore (e dominus) della Cirenaica, restando Gheddafi dittatore della parte occidentale. E ci sarebbe anche da chiedersi per quanto tempo il mondo arabo lo sopporterebbe.
Infine va introdotta una considerazione di tipo giuridico, per quello che vale, anche se si ritiene che politicamente qualcosa valga. Ancora una volta l’Onu ha violato il suo stesso Statuto (la prima volta fu in occasione della guerra di Bush-padre contro l’Iraq). Questo Statuto, infatti, prevedendo che in caso di minacce alla pace l’Onu possa decidere un proprio intervento militare, stabisce però che il comando delle truppe all’uopo messe a disposizione da Stati membri debba dipendere dal Consiglio di Sicurezza. Dov’è tutto questo? 

RED UTOPIA ROJA - Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo.

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

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a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)