L'associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l'unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente - con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica - persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

sabato 7 settembre 2013

SULLA GEOTERMIA IN UMBRIA, di Vittorio Fagioli


Comunicato stampa delle associazioni ambientaliste e comitati di cittadini dell’Orvietano, della Tuscia viterbese e del lago di Bolsena in merito alla vertenza contro gli impianti pilota geotermici dell'Alfina.
Cordiali saluti,
a nome e per conto delle  associazioni

Vittorio Fagioli
presidente CISA-Orvieto
Geotermia sull’Alfina: nella legge 98/2013 di conversione del “Decreto del fare”  inserite norme  che sottraggono la valutazione di impatto ambientale  alla competenza della Regione Umbria e escludono gli impianti pilota geotermici dalla Direttiva Seveso sulla prevenzione di incidenti rilevanti. La risposta contro la realizzazione di tali impianti da parte delle popolazioni, ambientalisti ed amministratori uniti non potrà che essere  ancora più determinata.

I denunciati estesi conflitti di interesse, gli errori nelle procedure per le autorizzazioni, l’opposizione su vasta scala di cittadini ed amministrazioni, sia umbre che laziali, che,  avevano sin dall’inizio  accompagnato la vicenda dell’impianto  geotermico  pilota di  Castel Giorgio, avevano avuto vasta eco presso la Regione Umbria che aveva  determinato di approfondire con  una “ inchiesta pubblica” la ingarbugliata vicenda. Che la vicenda si potesse concludere con una bocciatura del progetto era nelle cose, visti  i pesanti dubbi in merito a problematiche, non di poco conto, come  la sismicità indotta ed il possibile  inquinamento delle falde dell’altopiano dell’Alfina e del sottostante  lago di Bolsena. Il tutto poi senza che si potesse solo ipotizzare un ritorno economico ed occupazionale sul comprensorio.
 Il rischio concreto che corre la ITW & LKW Geotermia Italia S.p.A. è di veder sfumare un “ritorno” di circa 7-8 milioni di euro l’anno per 15 anni (!), pagati interamente da tutti noi attraverso le già carissime (rispetto a quelle di altri Paesi europei, Germania compresa) bollette per l’elettricità. Non è forse casuale (come sappiamo in Italia si può fare molto con le giuste ” amicizie”) l’incredibile evento, si potrebbe dire la “straordinaria combinazione”, che ha portato a sottrarre il progetto della ITW & LKW (e gli altri similari) dalla valutazione ambientale regionale a quella governativa, magari ritenuta più “morbida” in quanto popolata da personaggi già entrati in questa storia per vistosi conflitti d’interessi.
Ed è così che tal on. Ignazio  Abrignani  (PdL),  un passato a capo della segreteria politica dell’ex-ministro Scajola, vicepresidente della Commissione X (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei Deputati  - con pervicacia degna di migliore causa-  si fa carico di proporre la modifica della legislazione di settore  verso la ritenuta più sicura Commissione Valutazione Impatto Ambientale - VIA e VAS  del Ministero dell’Ambiente e, cosa ancora più grave, di sottrarre  gli impianti geotermici pilota del tipo di Castel Giorgio  dal rispetto della Direttiva Seveso sul controllo  dei rischi da incidente rilevante  che coinvolgano sostanze pericolose.
 E l’indomito  ci prova ben 3 volte (come si legge negli atti parlamentari) e l’ultima ...con successo nella notte tra il  16  e 17 luglio 2013, durante la discussione in commissione del “decreto del fare”. I  suoi emendamenti  erano stati per ben due volte bocciati in quanto ritenuti  inammissibili,  ai sensi del Regolamento della Camera dei Deputati perché  non attinenti alle materie oggetto di decisione, sia dal presidente della I Commissione Francesco Paolo SISTO (PDL) che dal presidente della X Commissione Ettore Guglielmo EPIFANI-PD (segretario del PD) . E’ così che la terza volta, durante la notte predetta, il nostro riesce nell’impresa con Francesco Boccia (PD), presidente relatore per la V Commissione che, a sorpresa, “dichiara di valutare favorevolmente l'emendamento Abrignani 41.46”. Il colpaccio è fatto!  Ma- come si legge sul Fatto Quotidiano del 18.07.2013  - “nella stessa notte (il favore delle tenebre evidentemente induce in tentazione!) lo stesso indomito Abrignani tira fuori un altro emendamento che (come la geotermia: NdR)   con lo sviluppo e con la disoccupazione ha davvero poco a che fare: cancellare  l’incompatibilità di ruoli di governo per chi ricopriva la carica di sindaco  e così  salvaguardare il ruolo di sindaco per chi è stato eletto parlamentare, a patto che il Comune superi i 5 mila abitanti. Una sorta di “tana libera tutti”, per intenderci. Di questi tempi, un passo non da poco, a proposito di  “lotta alla casta”.
Lo stesso Abrignani è salito alle cronache recenti per la presentazione alla Camera dei Deputati –nello scorso mese di giugno- di una proposta di legge  anti-contestatori (concepita dopo lo scontro di piazza della manifestazione di Berlusconi a Brescia) che prevede da uno a tre anni di carcere e fino a 2.500 euro di multa per chi "impedisce o turba" una manifestazione o riunione politica. “Chiunque con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione politica, sia pubblica che privata, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 1.000 a 2.500 euro; se la riunione è di propaganda elettorale la multa è raddoppiata, e la reclusione diventa da due a cinque  anni, se il 'contestatore' è un pubblico ufficiale”.
Quali le prime considerazioni su quanto sopra esposto?
1. l’approvazione parlamentare della nuova normativa, avvenuta peraltro  di notte, all’interno di un vero e proprio provvedimento «omnibus», come è risultato alla fine il “decreto del fare” recando norme che incidono sui più disparati ambiti di intervento- come da più forze parlamentari  è stato osservato, come risulta dagli  atti parlamentari  quella notte tra il 16 ed il 17 luglio, quando  è avvenuto  “il fattaccio”- rappresenta un modo di legiferare che non aiuta la trasparenza del lavoro legislativo e la chiarezza e la buona formulazione delle norme, che sono valori importanti per la certezza del diritto e che “ non consente un adeguato e meditato esame dell'articolato”; 
2. con l’approvazione delle  nuove norme vengono espropriate con “un colpo di mano” competenze istituzionali  delle Regioni interessate a poter decidere in merito all’inserimento nel proprio territorio  di impianti industriali sperimentali, come i “1o impianti pilota geotermici” (che interessano ad oggi  le Regioni Umbria(1), Lazio(1), Toscana (4), Campania(3) e Sicilia (2)),  con un grave vulnus di democrazia che ci auguriamo le Regioni vorranno reclamare. Con l’aggravante che così  si  è introdotta una grave immotivata discrepanza con impianti del tutto uguali,  che non rientrano nei “magnifici 10”,  che pertanto restano di competenza regionale. Tutto questo quando poi, comprovate testimonianze tecniche e pareri di altissimo livello di tecnici di valenza internazionale, dimostrano come tali impianti possano essere seriamente pericolosi come causa di terremoti;
3. la sottoposizione del progetto ITW-LKW  alla Commissione Valutazione Impatto Ambientale - VIA e VAS  del Ministero dell’Ambiente riaprirà immediatamente una problematica di conflitto di interesse nei confronti del presidente ing. Guido Monteforte Specchi– essendo  ancora ad oggi nella posizione di presidente della citata Commissione. Nonostante le sollecitazioni delle associazioni al Ministro Andrea Orlando durante la sua visita ad Orvieto del 9.07.2013 e successivamente con nota del 25.07.2013, nonché dell’assessore all’Ambiente della Regione Umbria Silvano  Rometti il quale in data 27.07.2013 manifesta “forti perplessità in merito agli aspetti deontologici connessi al ruolo esercitato dallo stesso in seno al procedimento regionale di valutazione dell’impatto ambientale,... avendo partecipato in sede di prima riunione della conferenza di VIA ed essendo estensore per la ITW-LKW di una relazione pro-veritate relativamente alla opportunità  di pubblicazione delle modifiche apportate al progetto de quo”. Sul punto  sarà necessario un nuovo incisivo intervento congiunto per manifestare al Ministro la  necessaria opportunità di intervenire sul caso;
4. L’aver escluso dalle previsioni della Direttiva Seveso i “magnifici 10 impianti pilota” getta ulteriori preoccupazioni rispetto alla sicurezza delle operazioni di trivellazione ed esercizio di tali impianti, con particolare riferimento alla prevenzione di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose ed alla limitazione delle conseguenze per l’uomo e per l'ambiente nonché per l’assenza ex- lege  dei requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione territoriale, con riferimento alla destinazione e utilizzazione dei suoli che tengano conto della necessità di mantenere le opportune distanze tra stabilimenti e zone residenziali o frequentate dal pubblico. A Castel Giorgio infatti il progetto ITW-LKW prevede  i pozzi di re-immissione vicinissimi alle case del paese. Nonché con l’aggravante di aver così introdotto un regime valutativo incomprensibilmente diverso verso gli altri progetti geotermici che saranno giustamente sottoposti alla  Direttiva Seveso.
La forza e la compattezza finora dimostrata tra istituzioni locali e cittadini ed anche dalle forze politiche tutte, avendo avanti agli occhi  gli effetti della geotermia nei territori delle prime “vittime storiche" di questa tecnologia in Italia che è l‘Amiata, è un patrimonio di esperienza e di passione da cui dobbiamo partire per rafforzare la nostra influenza verso le Regioni, scippate del diritto di decidere dei propri territori, verso l’incrudimento della battaglia per annullare le norme impudentemente approvate in Parlamento ed impedire l’accesso nei nostri territori di “imprenditori” che credono di poter agire a loro piacimento ed esclusivo interesse, senza avere in nessun conto e preoccupazione gli interessi e la qualità della vita dei residenti.

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

RED UTOPIA ROJA - Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo.

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)