L’associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l’unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente – con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica – persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

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domenica 13 dicembre 2020

IL NEOSTALINISMO DI LOSURDO

(L.B. Pericás-R. Massari)

Roberto,
   Queria saber sua opinião sobre o Domenico Losurdo.  Aqui no Brasil está surgindo uma «moda» neostalinista entre os jovens, algo muito estranho.  E eles estão lendo e exaltando o Losurdo.  É uma espécie de novo ídolo deles... Não gosto dos livros dele... E acho que ele defendia vários aspectos do Stálin, o que é algo bastante ruim... Mas há «youtubers» de «esquerda» que divulgam, promovem e elogiam o Losurdo e o Stálin.  E vários estudantes universitários estão entrando nessa onda.  Gostaria de saber o que você acha do Losurdo e de sua obra.  Só por curiosidade mesmo. 
Luiz [Bernardo Pericás] 

Luiz,
  rispondere in forma documentata è impossibile perché Losurdo (morto nel 2018) ha scritto decine e decine di libri su molti temi di filosofia astratta ed è stato molto noto negli ambienti accademici.
Fu hegeliano, heideggeriano e tutte le cose peggiori che io considero incompatibili col marxismo. Se hai letto il capitolo dedicato all’hegelismo di Lenin (nel mio libro su Lenin e l'Antirivoluzione russa che ti mandai in Pdf) dovresti avere abbastanza strumenti teorici per stabilire che Losurdo fu marxista tanto quanto Stalin o Mao: cioè la negazione totale del materialismo storico.
Il fatto è che lui in Italia aveva un seguito politico dentro Rifondazione e poi nel Partito dei comunisti italiani. Per cui quando scrisse il libro su Stalin (2008) tutti i vecchi nostalgici dello stalinismo dissero che il libro ristabiliva la verità su Stalin, senza però riabilitarlo.
False tutte e due le cose:
1) Il libro non ristabiliva alcuna veri sul piano della documentazione storica, non citava nemmeno le grandi ricerche su Stalin che sono state fatte nel Novecento, dimostrando di non aver fatto alcuna seria ricerca personale. In realtà stava utilizzando apertamente (citando e copiando) o implicitamente il peggior libro di rivalutazione di Stalin nel Novecento scritto in fiammingo dal belga Ludo Martens che nella traduzione francese si intitolava Un autre regard sur Staline (1994).
A casa io ho l’edizione italiana di Martens (Zambon 2005) e ricordo che quando lo lessi (15 anni fa) rimasi colpito dall’ignoranza dell’autore: il libro era un continuo processo alle intenzioni di Trotsky, di Bucharin ecc, senza mai fornire le prove storiche. Si vedeva facilmente che Martens non aveva mai fatto i conti con le grandi opere che esistono sulla Rivoluzione russa. È probabile che non le avesse mai lette, perché citava quasi solo fonti di matrice staliniana o giustificazionistica.
Quindi puoi dire che Losurdo non fece alcuna ricerca seria personale, ma si affidò molto al libro di grossolana ignoranza scritto da Martens.
2) Losurdo tentò di riabilitare Stalin. Certo, non alla maniera dello stalinismo storico, quando si diceva che Stalin non avesse alcuna colpa. Ma alla maniera del revisionismo postchrusceviano (Losurdo usò questo concetto anacronistico). Come dire, cioè, che Stalin nonostante gli errori difese e continuò la Rivoluzione russa. 

A questo punto però le nostre due strade, caro Luiz, forse si separano, perché io ritengo che l’unica Rivoluzione russa avvenuta storicamente fu quella da febbraio a dicembre del 1917. Il tentativo di proseguirla - la cosiddetta «Terza rivoluzione russa» - fu soffocato nel sangue a Kronštadt nel 1921. La casta burocratica che ha insanguinato la vita del popolo russo e ha fatto lavorare come schiavi milioni di persone (dentro e fuori del Gulag) non ha avuto niente a che vedere col comunismo o col marxismo. È stata un’escrescenza storica, scomparsa com’era giusto che fosse, anche se purtroppo un po’ troppo tardi.
Io credo ancora che da febbraio a dicembre 1917 si sia verificata l’unica vera risoluzione socialista della storia che però, sotto la guida di Lenin, Trotsky e i bolscevichi si trasformò in un’Antirivoluzione, contro i soviet, ma soprattutto contro i Comitati di fabbrica e contro i Socialrivoluzionari che nei soviet avevano la maggioranza.
Spero che tu rifletta su questo concetto al quale ho dedicato un grande lavoro che consente di capire tutto lo sviluppo storico successivo, compresa la vittoria e la permanenza dello stalinismo, l’alleanza con Hitler, la divisone del mondo a Jalta.
Se invece ti metti a rivendicare la natura comunista del bolscevismo, finisci col fare il gioco degli staliniani e di stalinoidi come Losurdo. Perché costoro possono dimostrarti facilmente che ci fu una continuità tra i provvedimenti antisoviettisti e antioperai di Lenin e l’uso che ne fecero gli epigoni.
Se ti sei perso il mio libro sull’Antirivoluzione russa, te lo rimando.
Concludo dicendo che avendo speso tutta la mia vita politica a combattere contro lo stalinismo, sono arrivato da alcuni decenni a considerare gli attuali neostaliniani come persone affette da disturbi mentali. Non vale la pena di polemizzare con loro, così come con i neonazisti. Oggigiorno ci sono ben altri problemi e ben altre ragioni per porre fine al capitalismo, senza ripetere le formulette liturgiche del passato. Pensa solo alla necessità di salvare la Terra dal degrado non solo climatico: un dramma per il quale è difficile stabilire quanta responsabilità abbia il capitalismo, ma nella certezza che proprio il capitalismo non è in grado di salvare la Terra. Anche per questo andrebbe eliminato dalla faccia del pianeta.
Ciao
Roberto [Massari]

Roberto,
  de fato, o livro de Ludo Martens é bem ruim.  É realmente impressionante essa nova onda neostalinista.  O fim da picada.  Recentemente, o cantor Caetano Veloso, influenciado por um «youtube» neostalinista, começou a ler e admirar o Losurdo.  Isso virou assunto por aqui.  Com todos os problemas pelos quais estamos passando, do coronavírus a Bolsonaro, as pessoas perdem o tempo para discutir Caetano e Losurdo.  Nas universidades e na internet, grupelhos de trotskistas e neostalinistas debatem acaloradamente.  Uma perda de tempo e um sinal de atraso político.  E mental.  A esquerda brasileira anda muito mal mesmo…
Tenho seu livro sobre a revolução russa.  Vou dar uma nova olhada nele.  Se você conseguir vir ao Brasil no ano que vem, me avise.  Aparentemente o evento sobre Trotsky está confirmado para o segundo semestre de 2021.  Estou pensando em participar, quem sabe para falar sobre o Che e Trotsky.  Podemos montar uma mesa juntos.  É isso.  Vai mandando notícias.  E obrigado pelas informações!

Luiz   



Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.