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domenica 21 aprile 2019

Il Che e il IV Memorial Capablanca

di Riccardo Vinciguerra


Agosto – settembre 1965.
·             DOVE STA IL CHE – Così titolavano le pagine dei quotidiani in quei giorni.
La febbre degli scacchi sull’isola di Cuba era al massimo: più di 98 mila persone hanno assistito ai turni di gioco del IV Torneo Internazionale intitolato alla memoria del grande Capablanca, a cui parteciparono 22 scacchisti provenienti da 15 stati.
Il torneo nacque, sin dalla prima edizione del 1962, per iniziativa di Che Guevara, grande appassionato di scacchi, che in quegli anni occupava posizioni chiave nel governo cubano, tra l’altro era a capo della Banca Nazionale di Cuba e del Ministero dell’Industria. Nelle prime edizioni, grazie al sostegno diretto del governo, era il torneo di scacchi col più alto montepremi del mondo.
Era dal gennaio dell’anno precedente,  quando vinse, con 11 punti su 11 partite giocate, il  campionato degli Stati Uniti d’America che Fischer non giocava in un evento ufficiale, ma era interessato a giocare il torneo a Cuba, forse per rendere omaggio a José Raúl Capablanca, il cui stile di gioco entusiasmava il campione americano.
Questo torneo ebbe grosse ripercussioni a livello mondiale; la notizia che Fischer avrebbe partecipato al torneo, giocando dal suo Mashall Chess Club di New York per mezzo di una telescrivente, per aggirare il rifiuto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America di autorizzare il suo viaggio a La Habana, si rivelò essere un boomerang che lanciò uno straordinario meccanismo pubblicitario senza paragoni fino ad allora nella promozione del gioco degli scacchi. Fu una mossa davvero magistrale da parte degli organizzatori dell’evento, che alla fine ha giovato a tutti, perché ha favorito la promozione degli scacchi su scala globale. Questo fatto, ha messo una nota di insolita aspettativa nel torneo: fu la  nascita del gioco per corrispondenza via telefonica. Si conta che solo all’ultimo turno almeno  10 mila fans hanno sfilato per il salone girovagando tra le scacchiere, superando tutti i record di presenze ai precedenti tornei. Altri hanno seguito le partite alla radio e alla televisione.

Seduto Fischer, di fronte a lui J. F. Reinhardt, che arbitrò da New York le prime due partite di Fischer del IV Menorial Capablanca, esegue la seconda mossa del bianco del primo turno. Sulla destra Bill Goichberg l’addetto alla telescrivente che riceveva/trasmetteva le mosse della partita.
Fu il tenente Francisco Acosta, della squadra dei tecnici del torneo, a fungere da intermediario nella ricezione e trasmissione delle mosse nelle partite di Fischer, attraverso la telescrivente da La Habana. Il processo fu assai complicato perché le telecomunicazioni nel 1965 non avevano lo sviluppo tecnologico che in seguito avrebbero raggiunto.
A sorteggiare il numero attribuito ad ogni giocatore, per stabilire il calendario degli incontri fu il Dr. José Raúl Capablanca Simoni, figlio del terzo Campione del Mondo, che per Fischer estrasse dalla busta il numero 22. Capablanca jr. stesso ha rappresentato Fischer nelle varie partite eseguendo, turno dopo turno, tutte le mosse del nordamericano sulla scacchiera dell’avversario di turno.
La partita più attesa del primo turno fu proprio quella di Fischer contro il tedesco Heinz Lehmann; ma le prevedibili difficoltà tecnologiche ritardarono l’inizio della partita e solo cinque ore dopo, verso le otto di sera, Lehmann riuscì a completare la sua prima mossa con il bianco, che venne trasmessa dalla telescrivente al Marshall Chess Club di New York, da dove, dopo averla ricevuta,  Fischer rispose alcuni minuti dopo. Questa partita terminò con la vittoria di Bobby alle 2.45 del mattino e segnerà una pietra miliare negli annali degli scacchi mondiali, essendo la prima partita di un torneo internazionale giocata attraverso la comunicazione via telefono e via cavo per fare le singole mosse e confermarle.

Fidel Castro, di spalle con berretto, a colloquio con alcuni giocatori prima dell’inizio del X turno.
A torneo iniziato, Fischer inviò da New York un messaggio al Primo Ministro di Cuba, Fidel Castro Ruz, dove avvertì del suo possibile ritiro dall’evento. Il messaggio ricevuto all’Habana testualmente diceva: “Mi oppongo alle vostre dichiarazioni pubblicate oggi sul ‘New York Times’ proclamanti una vittoria di propaganda, e per questo atto mi ritiro dal torneo. Ricomincerò il torneo solo se invierete un messaggio che mi assicuri che voi e il vostro governo non state cercando benefici politici dalla mia partecipazione, e che ulteriori commenti politici da parte vostra in merito alla mia partecipazione non si verificheranno in futuro.“.
Il giorno dopo Fidel rispose così al giocatore americano: “Ho appena ricevuto il tuo messaggio. Sono sorpreso che tu mi attribuisca qualche tipo di dichiarazione riguardante la tua partecipazione al torneo. In questo senso non ho detto una sola parola con nessuno. Ho solo detto cose che ho letto sui telex delle agenzie nordamericane. Il nostro Paese non ha bisogno di una propaganda effimera. Il suo è il problema di partecipare o meno a questo torneo. Le sue parole sono, quindi, sleali. Se sei stato spaventato e dispiaciuto della tua decisione iniziale, sarebbe meglio se tu inventassi un altro pretesto e avessi il coraggio di essere onesto.“.
Dopo questa risposta, Bobby annunciò di voler continuare a  giocare il torneo. Fu l’arbitro internazionale cubano José Luis Barreras a svolgere un ruolo importante nella riammissione al torneo di Fischer e nella definizione delle regole speciali con cui è stata governata la sua partecipazione.
Durante la partita Tringov-Fischer, quando venne eseguita la mossa 16) …, Cc6; il personale del centro ricevente dell’Avana richiese la conferma della mossa ritenendo che si trattasse di un errore nella trasmissione, poiché apparentemente la mossa sembrava essere un grave errore. Immediatamente Fischer confermò la proprio mossa; una mossa spettacolare che diresse la partita a suo favore.

Tringov – Fischer
Il bianco ha appena giocato 16. Df4, …;
Il torneo è stato vinto dall’ex campione del mondo sovietico Vassily Smyslov con 15,5 punti. Secondo con 15 punti Borislav Ivkov (Jugoslavia), seguito con gli stessi punti da Efim Geller (Unione Sovietica). Quarto, sempre con 15 punti, Fischer. Il Gran Maestro Ratmir Jolmov, sovietico, al quinto posto con 14,5 punti. Jolmov e Geller furono gli unici a terminare imbattuti.
Il premio speciale per la partita più brillante del torneo, un set di scacchi in avorio  donato dal GM nordamericano di origine francese Nicolás Rossolimo, fu assegnato ad Ivkov per la sua vittoria su Donner in 21 mosse. Lo stesso Ivkov finito secondo, è stato sino all’inizio del penultimo turno di gioco in lotta per il successo finale, ma le due sconfitte subite negli ultimi turni di gioco,  contro giocatori non titolati (il cubano Gilberto Garcia e l’austriaco Karl Robatsch), lo hanno penalizzato nel punteggio.
8
7
6
5
4
3
2
1
a
b
c
d
e
f
g
h
Robert James Fischer?
Vasily Smyslov?
Havana2
26 agosto 1965Havana CUB
1.e4e52.Cf3Cc63.Ab5a64.Aa4Cf65.d3d66.c3Ae77.Cbd2O-O8.Cf1b59.Ab3d510.De2dxe411.dxe4Ae612.Axe6fxe613.Cg3Dd714.O-OTad815.a4Dd316.Dxd3Txd317.axb5axb518.Ta6Td619.Rh1Cd720.Ae3Td821.h3h622.Tfa1Cdb823.Ta8Td1+24.Rh2Txa125.Txa1Cd726.b4Rf727.Cf1Ad628.g3Cf629.C1d2Re730.Ta6Cb831.Ta5c632.Rg2Cbd733.Rf1Tc834.Ce1Ce835.Cd3Cc736.c4bxc437.Cxc4Cb538.Ta6Rf639.Ac1Ab840.Ab2c541.Cb6Cxb642.Txb6c443.Cc5c31–0
Il Maestro Internazionale Eleazar Jimenez è stato il miglior giocatore cubano classificatosi al 15esimo posto con 9,5 punti, prendendosi però il merito per aver sconfitto il campione Smyslov e di aver seriamente impegnato Fischer.
Se Woody Allen fu il primo ad infortunarsi giocando a scacchi, la partita del 10mo turno fra Fischer e Ivkov fu la prima, e sino ad ora l’unica, partita a scacchi ad essere sospesa per ragioni atmosferiche; quel giorno infatti un violento temporale devastò l’isola cubana impedendo  anche il corretto funzionamento delle telescriventi.
Come detto sopra, l’evento fu un grande successo in ambito organizzativo, dove tutti i dettagli vennero presi in considerazione ed al tempo stesso il supporto dai mass media fu notevole: la stampa scritta, che riportò tutti i fatti e gli aneddoti di questo evento storico, così come la radio e la televisione, che fecero molte ore di trasmissione.
Il Gran Maestro argentino Miguel Najdorf, vincitore del primo ‘Memorial Capablanca’ nel 1962, mentre era al Manhattan Chess Club come commentatore delle partite del torneo, riferendosi alla partecipazione di Fischer al torneo stesso dichiarò: “Il più notevole successo raggiunto nella storia degli scacchi mondiali.”.
Dopo la cerimonia di premiazione si disputò una straordinaria simultanea che vide la partecipazione di 4.000 giocatori. Le simultanee hanno un valore straordinario, è l’opportunità che le masse di fan hanno per misurare la loro forza con quella dei giocatori più titolati; in questa occasione tutti i record sono stati infranti.

Anche il leader maximo partecipa alla simultanea organizzata per la fine del torneo.

La grande maggioranza dei giocatori fu sorpresa di non vedere la solita visita del Che al torneo più importante e forte di quelli fatti a Cuba; si è molto speculato su quel grande silenzio e il nemico imperialista yankee non si stancava mai di spargere false notizie su questo, ecco perché sotto tale pressione, il 3 ottobre 1965, Fidel lesse pubblicamente la lettera di addio che  gli scrisse il Comandante Ernesto Che Guevara, dove scriveva tra le altre cose di essersi dimesso da tutte le sue posizioni di responsabilità nel governo cubano.
Ma il Che dove stava? Vero che ve lo stavate chiedendo anche voi?
Il Che, al comando di una pattuglia di volontari cubani, stava combattendo in Congo per una rivoluzione che, all’insaputa dei cubani, vedeva ai vertici degli uomini corrotti e che ben presto terminò costringendo il Che ed i suoi uomini ad una rocambolesca ritirata.

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.