L'associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l'unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente - con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica - persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

lunedì 19 gennaio 2015

VIGNETTE SATANICHE, COMPLOTTISMO, WOLINSKI, di Roberto Massari

Vignette sataniche
Qualsiasi tentativo d'impedire la satira, nel caso specifico la pubblicazione di vignette, va certamente combattuto, senza se e senza ma. E in questo io sto con Charlie Hebdo. Lo sottolineo, anche se ovviamente «non sono Charlie Hebdo», in primo luogo per miei limiti in campo grafico e umoristico, in secondo luogo per limiti politici della rivista stessa. Alla quale comunque in questi giorni va tutta la mia solidarietà, per quel che può contare.
Tra la marea di dissociazioni dalla nota rivista francese lette in questi giorni (è triste dirlo, ma andava molto di moda anche dire «je ne suis pas Charlie» - provando un brivido compiaciuto di trasgressione anticonformistica) ho trovato motivazioni reazionarie accanto a motivazioni «di sinistra», posizioni della Chiesa cattolica accanto a quelle ben note del mondo musulmano, oltre ovviamente alla solita marea di complottisti - una genìa destinata a crescere in maniera esponenziale, anche a causa delle facilitazioni che la Rete offre all'esibizione delle proprie turbe mentali. Ci torno tra breve.
Prima però voglio ricordare che l'odio per le vignette che ironizzano sui Grandi capi o le Divinità (in questo caso Allah o Maometto) non è tipico del solo Islam, e neanche del solo mondo religioso-devozionale. La storia è piena di esempi tratti da regimi totalitari che hanno impedito l'ironia verso i capi di governo, equiparati in genere a delle autentiche divinità. Basti pensare alla Russia di Stalin o alla Cina di Mao, dove ogni forma di satira verso i Beneamati Capi era proibita, ma si finiva ugualmente nei rispettivi Gulag anche solo per un'intonazione ironica della voce (figuriamoci per una vignetta…).
Pochi sanno però che ancora oggi esiste un Paese laico e ad alcuni di noi molto caro - Cuba - in cui è assolutamente proibito ironizzare sulla figura del Comandante en jefe. Non esiste neanche una vignetta pubblicata nell'Isola o sulla stampa cubana in cui vi sia ironia (neppure affettuosa, garbata o moderata) verso la figura di Fidel. Chi lo facesse in pubblico, finirebbe immediatamente nei guai. C'è il precedente di un povero cantante straniero che, avendo fatto una battuta sul líder máximo durante un concerto all'Avana, fu sbrigativamente accompagnato all'aeroporto la mattina dopo. Da allora non ci ha più provato nessuno e quindi a Cuba niente vignette su Fidel. Ed è veramente un peccato, perché la sua figura si sarebbe prestata ottimamente per una satira grafica e di contenuti.

Complottismo
Veniamo all'Italia. Leggendo un suo articolo in Rete, vediamo che anche Augusto Illuminati si è inserito nella marea di demenza complottistica che sta dilagando in Internet. Tale demenza è alimentata internazionalmente da quel Thierry Meyssan di cui lessi a suo tempo i due libri pubblicati da Fandango, nel primo dei quali deduceva la teoria dell'autoattentato statunitense per l'11 Settembre informandoci che l'aereo lanciato sul Pentagono non compariva nelle foto del disastro; ma trascurava di dirci dove fossero finiti l'aereo di linea e gli oltre cento passeggeri morti in quello stesso volo, dei quali i famigliari stavano piangendo la scomparsa. Ora Meyssan ha colpito ancora, ma questa volta a pochissime ore dalla strage. E devo fare degli sforzi per non diventare complottista anch'io, con forti sospetti nei suoi riguardi, visto che l'ondata di complottismo cresciuta intorno alle due stragi parigine un effetto pratico lo sta avendo, confondendo le acque (cioè le coscienze) e fornendo giustificazioni politiche per l'accaduto.
Se penso che agli inizi della mia radicalizzazione (anni '60) Illuminati rappresentava la punta più celebre di una speranza di rinnovamento del marxismo in Italia, mi rendo conto di dove siamo… anzi sono arrivati. (Mi riferisco a quell'intellighenzia intramontabile «di sinistra marxista» passata attraverso il maoismo, l'operaismo, i nouveaux philosophes e vari altri «piccoli» sbandamenti teorici, dovuti in genere alla pressione di semplici mode passeggere: ma è una questione di audience, compagno…).

Wolinski
Una delle cose che più mi mancheranno sarà proprio la penna di Wolinski, che di questo mondo intellettuale fatto di sbandati mentali, radicali e presuntuosi, ammalati di presenzialismo e psicologicamente instabili seppe fare strame per decenni e senza risparmiare nessuno già all'indomani del Maggio francese. Credo che nessuno sia riuscito a ridicolizzarli tanto bene come lui: uno dei pochi che ebbe il coraggio di fare ironia anche sul femminismo più sciocco o ingenuo, attirandosi la nomea di erotomane, maschilista ecc.
Mi fa piacere pensare che se la stia ridendo tra le nuvole e stia disegnando vignette per gli angeli in cui mostra tutta l'imbecillità del mondo radical-chic terrestre. Ma un tipo come lui sarà probabilmente già occupatissimo a ridicolizzare le stesse gerarchie angeliche, visto che pure loro qualche problemino psicologico devono averlo, a furia di tenersi lontane dalla realtà quotidiana, praticando solo il famigerato sesso… degli angeli, suonando sempre le stesse cantilene e adorando sempre lo stesso Padre padrone.
Un tempo ci si consolava col vecchio slogan anarchico: «Sarà una risata che vi seppellirà». Ora, però, sta accadendo il contrario: è la risata che viene seppellita, più che dai kalashnikov di pochi pazzi esaltati e disperati, dall'ingordigia della società dello spettacolo. Di questa ingordigia il complottismo sta diventando una componente di massa in crescita esponenziale, anche se non è l'unica. E non è detto che a breve emergano dei nuovi Wolinski capaci di contrastarla con mezzi semplici e rudimentali, come le vignette tracciate a china con pochi tratti di penna.

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

RED UTOPIA ROJA - Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo.

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)