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giovedì 20 gennaio 2022

LETTERE A UN COMPAGNO NO-VAX

di Roberto Massari e Antonella Marazzi

 

Caro compagno,

in primo luogo ti ringrazio per aver girato il testo di Guido Viale ad alcuni di noi. Hai fatto bene perché, per quanto mi riguarda, ho sempre considerato Viale l’unica testa veramente pensante dei leader sessantottini (primissima ondata, ma non dopo Lotta continua che ha segnato l’inizio del suo lungo declino). […]

Alla fine di questa lettera puoi vedere come ho preso netta distanza dal testo, mostrando, paragrafo per paragrafo, la sua negatività. E l’ho fatto inserendo delle parentesi quadre con la scrittura in neretto, in modo da rendere più facile la controlettura.

Io ti conosco ormai come un fratello o un cugino stretto e so quanta bontà, generosità ma anche ingenuità c’è in te. Sono certo che stai soffrendo a tua volta per le restrizioni, le soluzioni burocratiche e l’autoritarismo delle scelte riguardanti la pandemia. Come tutti noi, del resto.

Tutto vero e non ci voleva certo il testo di Viale per mettere in luce le ricadute negative della grande positività che la campagna per le vaccinazioni sta dimostrando e ha dimostrato fin dai suoi inizi.

Se provi a rovesciare l’ottica e provi a metterti nei panni dei parenti degli oltre 4 milioni di persone che sono morte nel mondo, degli oltre centomila che sono morti in Italia, di quelli che stanno morendo in questo momento e continueranno a morire stasera, domani e dopodomani... ti renderai facilmente conto che a Viale questa drammaticità non lo tange: parla e scrive come ha parlato e scritto negli ultimi trent’anni, frasi fatte e generiche, con la calma serafica di chi per l’appunto… non sta morendo e non è nemmeno contagiato. E io gli auguro che così sia anche nel futuro.

Ma per favore non venirmelo a portare d’esempio come espressione di umanità, perché tutti coloro che non antepongono la salvezza delle vite umane a qualsiasi altra considerazione (politica, religiosa, culturale o etnica) hanno ben poco di umanità. E per me la vita umana rimane un valore assoluto.



[…] Quando dici di non essere contro i vaccini in generale, crei l’impressione di essere contro questo in particolare. Spero che non sia vero, in primo luogo per la salute tua e di chi ti sta vicino […]. In secondo luogo perché sarebbe per me un dolore personale terribile saperti anche pur criticamente parte di quella schiera alla quale non oso dare nemmeno un nome tanto mi offende sul piano umano la sua bestialità, la sua indifferenza davanti alla morte di milioni di esseri umani. Quella gente, del resto e guardacaso, è indifferente anche alla morte dei tanti altri milioni di esseri umani per le altre cause che tu stesso citi e alle quali il Covid-19 non si sostituisce ma si aggiunge. Non riesco a immaginarti tra loro.

Per tranquillizzarmi o farmi capire, rispondi sì o no a questa semplice domanda (è escluso il «ni» o il «sì, ma»):

«Quei virologi o scienziati che per conto di industrie farmaceutiche assatanate di soldi hanno per primi elaborato il vaccino anti-Covid 19, hanno fatto bene o male?»

Detta in altre parole, ma sempre da rispondere con lo stesso sì o no (senza «ni» e senza «ma»):

«È stato un bene o un male che l’umanità (l’umanità e non la sola Italia) abbia cominciato a vaccinarsi dopo l’avvio della pandemia da Covid  e dopo aver verificato l'impossibilità di arginarla con i lock-down e altre mezze misure?»

 

[Purtroppo il compagno non ha risposto a questo domanda così semplice, perdendo un’occasione di riflettere meglio sul suo rifiuto del vaccino. Ma la domanda rimane valida per tutto il resto del mondo no-Vax come banco di prova e invito a separarsi dalla dilagante irrazionalità antiscientifica (Aggiunta suvcessiva)]

Soppesa bene la risposta perché davanti alla morte di milioni di persone non ci si può rifugiare in parole vaghe, ma si deve assumere una precisa responsabilità davanti a se stessi e davanti all'umanità. E anche questa assunzione di responsabilità precise caratterizza il rivoluzionario, al di là delle frasi fatte e generiche. Direi anzi che ne è una condizione imprescindibile.

 

[…] Poteva un governo «democratico» alla maniera del nostro, adottare metodi «dittatoriali» per sconfiggere la diffusione del virus sul nascere? Non lo so e non lo sapremo mai: forse no; probabilmente non sarebbe stato in grado a causa dell’egoismo dei singoli parlamentari interessati più alla propria rielezione che a salvare vite umane. Reputo però che con metodi «dittatoriali» applicati in Italia nell'inverno 2020-2021, avremmo salvato decine di migliaia di vite umane e forse debellato l’epidemia prima che diventasse pandemia. (Non so se questo punto è condiviso anche da Michele Nobile, nostra massima «autorità» sull’argomento.) Certo, rimaneva sempre il problema della diffusione pandemica nel resto del mondo. Ma forse noi, essendo stati i primi (dopo i cinesi) e i più colpiti in vittime umane, avremmo potuto dare l’esempio.

Segue la lettera di Viale con le mie inserzioni a commento.

Shalom

Roberto

 

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TESTO DI GUIDO VIALE (COMMENTATO)

 

È ormai un’armata Brancaleone quella che dovrebbe traghettarci nella transizione ecologica. Il Governo Draghi? Forse è il peggiore di tutti quelli che l'hanno preceduto [pazzesco, se si pensa come minimo ai governi Prodi, Berlusconi e Salvini/Conte], se non altro perché di fronte alle aspettative che ne hanno promosso e accompagnato il varo, il tonfo è ancora più evidente.

Come se a due anni dallo scoppio della pandemia che Draghi era stato chiamato a combattere – e ad attenuarne le conseguenze – non si fosse ancora capito che essa è destinata a durare a lungo [ma li legge i giornali? non si parla d’altro che di questo drammatico dato di fatto, cioè che la pandemia è destinata a durare negli anni], forse per sempre, anche se con alti e bassi dovuti al continuo ripresentarsi di nuove varianti (anche per il nulla di fatto per arginarla a livello mondiale [non è del tutto vero che non sia stato fatto niente da parte dei singoli governi: questa è demagogia gratuita]o alla sempre più probabile comparsa di altri virus).

La pandemia avrebbe potuto e dovuto insegnare che per convivere con essa non servono né misure estemporanee, né l'attesa messianica di sconfiggerla con dei vaccini, peraltro improvvisati [sciocchezza: per non improvvisarli bisognava crearli prima della pandemia, cioè commissionarli a Nostradamus. I vaccini potevano essere solo improvvisati per cercare di salvare il maggior numero di vite umane, come è accaduto, tra l’altro con costi in vittime molto modesti: AstraZeneca, l’unico con casi mortali riconosciuti e minimamente significativi, fu subito bloccato]– e per questo rischiosi – e dimostratisi tutt'altro che efficaci, a meno della loro non prevista e non programmata ripetizione a scadenze sempre più strette [certo, se fossero stati sicuri al 100% e se fosse bastata una sola dose, era meglio... (parole del signor de La Palisse, il quale, com’è noto, prima di morire era vivo)]. Il fatto è che per conviverci bisognava e bisogna imparare e abituarsi il più in fretta possibile a uno stile di vita diverso, a produrre beni e servizi differenti, a riorientare tutte le nostre istituzioni [e questo effettivamente non è stato fatto per colpa criminosa dei politici, ma anche per imbecillità di una fetta considerevole del popolo sovrano che in gran parte continua ad essere imbecille con la sua smania di consumismo e circenses (vedi per es. il calcio e le discoteche)].

Innanzitutto, a mettere al centro le future generazioni. Se sono loro (la NextGeneration EU, che finora ha fatto da alibi a uno sperpero irresponsabile dei fondi del PNRR) i destinatari di quei denari, l’obiettivo doveva essere non farle vivere in stand by a tempo indeterminato. Al primo posto si doveva mettere la scuola e l’istruzione [giusto, ma sono migliaia gli osservatori che lo dicono da tempo, a partire dai Cobas della scuola]: requisire spazi pubblici e privati per avere più aule a disposizione (in attesa di costruirne di nuove) [idem]; distribuire borse di studio e strumenti didattici, anche informatici  [idem]; assumere insegnanti (che ci sono) e garantir loro un trattamento dignitoso [idem]; utilizzare i bus turistici – in gran parte inutilizzati – per portare a scuola in sicurezza gli studenti (e non solo)  [idem], precostituendo gestione e struttura di un servizio pubblico di trasporto locale che funzioni anche quando sarà diventato difficile o impossibile continuare ad usare l’auto (sia convenzionale che elettrica) come si fa oggi [questo è giusto da tempo, ma con la pandemia non ha niente di nuovo da aggiungere].

E poi, moltiplicazione dei presìdi sanitari territoriali, interventi tempestivi sui contagiati prima che un ritardo li trascini in ospedale [malafede, perché il nostro sistema sanitario, malmesso per colpa dei governi precedenti Draghi, ha fatto tuttavia dei miracoli in un contesto straordinario ed esplosivo, e il personale sanitario di ogni ordine e grado (medici e lavoratori) ha pagato prezzi altissimi in vite umane: sono stati degli autentici eroi in àmbito civile]; assunzione dei (pochi) medici e infermieri ancora disponibili, allargando immediatamente le maglie della loro formazione [Viale ignora che ora, dopo l’ondata di generosità iniziale, molti medici e infermieri si stanno comprensibilmente tirando indietro: quindi le nuove assunzioni - che pure ci volevano molto prima della pandemia per ben altre ragioni - non garantiscono che medici e infermieri continueranno a restare tutti al loro posto. Questo problema Viale non lo vede e invece lo vedono alcuni responsabili sanitari molto responsabili e si spera che stiano cercando delle soluzioni] . E poi, ancora, investimenti massicci e rapidi solo su fonti rinnovabili e sulla necessaria infrastruttura, ma anche contenimento dei consumi energetici superflui: era ovvio che il mercato dei fossili si sarebbe rivelato sempre più turbolento (come peraltro quello delle materie prime, o dei microchip e chissà di che altro…) [questo è giusto ma, come sopra, con la pandemia non ha niente di nuovo da aggiungere].

Ma si doveva anche prevedere che ci sarebbero stati meno viaggi aerei, meno turismo internazionale, meno fiere, mostre ed eventi in presenza [quanta demagogia! la pandemia ha preso il mondo di sorpresa e non solo l’Italia. E il turismo non è più un fatto nazionale da decenni. La nostra linea aerea era fallita prima che la pandemia arrivasse. Mettersi ad assumere e investire soldi fuori del mondo sanitario prima che si azzerasse la mortalità pandemica sarebbe stata una pazzia. Per essere chiaro: prima viene la salvezza delle vite umane e poi quella del posto di lavoro - questo vale anche per l’Ilva di Taranto e tutte le realtà inquinanti che non vengono chiuse per salvare i posti di lavoro], con la necessità urgente di offrire, a chi era impegnato nelle tante attività connesse, delle alternative di impiego, di riqualificazione, di conversione produttiva [ma dove stava Viale nell’inverno 2020-21, con i bollettini quotidiani da guerra guerreggiata? Ha mai sentito parlare di ciò che è accaduto a Bergamo?]. E questo, in molti altri settori, per prevenire le crisi aziendali con progetti di riconversione, senza “inventarli” all’ultimo minuto. [ma ha idea Viale di cosa significhi parlare di progetti di riconversione economica? qui lascia credere che si possano varare nel giro di mesi. In realtà richiedono anni e anni e si sarebbero dovuti varare decenni prima della pandemia.]

Per non parlare delle armi… [ma che c’entrano le armi con il Covid? la lotta per il disarmo e per la chiusura delle fabbriche d’armi è vecchia quanto la nostra generazione (io militavo in questa campo già nei primi anni ’60 come membro del MIR - Movimento internazionale per la riconciliazione). La pandemia l’ha resa solo più urgente ma non esiste nemmeno uno straccio di prospettiva realistica di cominciare a vincere questa battaglia]. Il covid ha offerto l’occasione di una prova generale di un’effettiva conversione verso un assetto sociale e produttivo che un futuro non lontano renderà ineludibile; perché molte delle attività che si cerca in tutti i modi di tener in piedi per sostenere il PIL (stella polare di tutti i provvedimenti di questo governo, ma anche di quelli di gran parte del resto del mondo) non sono in grado di reggere l'impatto della crisi climatica a cui andiamo incontro [come sopra: la lotta contro la crisi climatica vanta decenni di generosi tentativi, tutti fallimentari. Il Covid l’ha ovviamente resa più urgente. Ma su questo Michele Nobile ha detto quasi tutto nel suo libro del 2021 (Un solo mondo, una sola salute) e temo che Viale non lo abbia letto: da uno specialista del tema come lui ci si attenderebbe invece maggiore attenzione ai lavori teorici più seri].

Questa opportunità non è stata né percepita né colta come tale dalle forze politiche in campo (ecologisti e verdi compresi) e meno che mai da Draghi che, proprio perché osannato (finora) sia in patria che a livello internazionale, rappresenta visivamente tutti i limiti e i difetti dell’establishment globale.

È cinquant'anni che si parla di una crisi climatica sempre più vicina e sempre più grave quanto più si persevera nell’ignorarla: a parole o di fatto. Ma il ceto politico e imprenditoriale che governa il mondo non si è mai veramente interrogato sugli scenari futuri che quella crisi avrebbe portato con sé, confidando, al più, nella geoingegneria per combatterla, come oggi confida nei vaccini per “disfarsi” dell’”inconveniente” covid, senza mai vedervi una prima, anche se parziale, manifestazione del disastro incombente [frase ambigua che è diretta contro il Covid, ma può essere interpretata anche contro i vaccini, cioè lo strumento per salvare vite umane al quale a tutt’oggi non sono state proposte alternative, neanche da Viale]. Continua ad agire – o a far finta di agire – come se tutto potesse continuare (anzi, riprendere) come prima. Mentre il covid continua a infierire senza che nemmeno i medici-scienziati [questo è qualunquismo antiscientifico: occorrerebbe specificare quali medici e quali scienziati, perché se i vaccini esistono è grazie ad alcuni (molti?) di loro e se miglioreranno sarà solo grazie ad alcuni di loro. Queste tirate contro gli scienziati possono andar bene nel mondo della bestialità no vax, ma non per chi crede nella scienza, almeno dall’Illuminismo in poi - io sono uno di questi e il marxismo mi ha solo rafforzato in questa fiducia pur essendosi col tempo rivelato insufficiente], quelli che lo commentano giorno per giorno in Tv e sui giornali, sentano il bisogno di andare al di là delle speranze, sempre più flebili e problematiche, riposte in un vaccino a cui viene affidato il compito di farci riprendere il trantran di sempre.

 

[Mio commento finale: non sopporto più interventi sulla pandemia che dimostrino cinico disinteresse per i milioni di persone che sono morte nel mondo, per gli oltre centomila che sono morti in Italia, per quelli che continueranno a morire, per il prezzo pagato dai paesi più poveri a causa della proprietà privata dei diritti sui vaccini. Le cose scriteriate che vengono scritte anche in buonafede sulla pandemia dimostrano che si sta creando una netta frattura tra chi pone la lotta per salvare vite umane (alla maniera, per es., di Gino Strada) al di sopra di tutto e chi invece guarda al proprio ombelico, al proprio orticello politico, al propro Paese, al proprio patrimonio irrinunciabile di idee precostituite. È vero che siamo in una situazione di emergenza, ma per l’appunto a me interessa il dialogo solo con chi si sente motivato a parlare in primo luogo ed essenzialmente di come salvare il più possibile di vite umane. Io non ho la ricetta, ma confido che alcuni scien ziati ed operatori sanitari la stiano cercando. Aggiungo che sono grato loro per ciò che hanno fatto finora (alcuni a rischio della propria vita). Augh! (Roberto Massari).]

 

 

Carissimo,

[…] non ho difficoltà a esporti la mia opinione.

Premetto come prima questione che sono pienamente d’accordo al 200% con la le note critiche espresse da Roberto sul testo di Guido Viale che mi ha colpito per la sua ovvietà e il suo infantilismo politico. Reputo anch’io Viale una delle poche teste pensanti della fase sessantottina, ma evidentemente gli anni trascorsi hanno offuscato la sua capacità di analisi politica oltre che, oso dire il suo senso di umanità. Qui tutti sembrano dimenticare che in ballo ci sono milioni  di morti a livello globale e altri ce ne saranno in futuro prima che il virus Covid si trasformi in varianti inoffensive o che la scienza non abbia trovato un vaccino che copra con un massimo di percentuale accettabile. Parlo da biologa e anche da medico tradizionale cinese che forse è poca cosa per voi, ma che a me ha dato una concezione della medicina e della scienza - proprio perché la seconda deriva da una cultura millenaria - ancor più il senso della validità imprescindibile della sperimentazione e del metodo sperimentale che è alla base della scienza moderna.

Il discorso di Viale e in parte il tuo fanno una confusione terribile tra le responsabilità ultracolpevoli di un capitalismo liberista asservito, sempre più agli interessi e al profitto di pochi, e il grande dramma della pandemia. E scusami se la pandemia ti sembra poco. A che serve dirsi che forse il virus è stato creato in laboratorio  intenzionalmente o magari è sfuggito, e che i vaccini sono il prodotto di una scienza asservita agli interessi delle grandi multinazionali farmaceutiche? Per dei rivoluzionari autentici ciò è come scoprire l’acqua calda. Ciò che afferma Viale sul capitalismo ecc., è in gran parte condivisibile, ma che c’entra col Covid e con i vaccini? Siamo in presenza di una grande pandemia mondiale (a meno che non si voglia sostenere che il Covid è alla stregua di una semplice influenza invernale e che ha fatto morti quanti ne hanno fatti le influenze che ci affliggono annualmente: anche questo mi è toccato di sentire). Questo è il problema prioritario e dal punto di vista medico e della salute della popolazione mondiale il tema centrale è scovare un rimedio per debellarlo o renderlo inoffensivo.

I vaccini attuali ti sembrano inadeguati? Certo che lo sono ed è anche vero che chi si vaccina fa da cavia. È inevitabile, perché la scienza non è ancora in grado di trovare un vaccino per qualsiasi tipo di virus letale in meno di vari anni. Ma qui ci troviamo di fronte a un’emergenza e come tale dobbiamo accettare vaccini imperfetti che miglioreranno col tempo; perché ci vuole tempo perché i ricercatori mettano a punto un vaccino o dei vaccini veramente efficaci. Inoltre spesso ci si dimentica che i vaccini non hanno mai, non hanno mai avuto, una copertura del 100%: questa non è certo una novità. Tutti, anche quelli esistenti da molto tempo, hanno una copertura parziale, anche se altissima, e hanno delle controindicazioni, spesso letali o nefaste. Anche questa è acqua calda e troppi se ne dimenticano per opportunismo o per ignoranza.

Quindi oggi la priorità è difendere l’umanità dall’ennesima iattura che le è capitata e ciò può farlo solo la scienza, per quanto asservita. Poi viene tutto il resto. Certo che continueremo a lottare per un mondo ecologicamente adatto a preservare ciò che resta del nostro povero pianeta devastato dal sistema capitalistico. Ma per far ciò e tante altre cose in difesa dell’umanità sofferente ci vorranno anni, non sarà questione di mesi. E invece la lotta al Covid si deve fare ora e, ripeto, con le armi della scienza, anche se le multinazionali farmaceutiche ci guadagneranno a profusione. Ma ciò avverrà comunque e avviene da tempo per tutti gli altri farmaci che utilizziamo e anche tu utilizzi.

Quindi rti invito a non confondere un problema di salute e di benessere con l’ideologia. Qui l’ideologia ci deve servire ad analizzare al meglio l’esistente per comprendere la priorità delle necessità. È inutile riempirsi la bocca con la parola «libertà» o «non alle imposizioni del sistema». Qui la libertà è di scegliere di sopravvivere al Covid con gli strumenti che la scienza ci offre, per quanto imperfetti, oppure di morire o ammalarsi gravemente. Io voglio vivere, perché voglio continuare a lottare finché avrò respiro contro questo sistema iniquo e perverso, che certo specula anche sui vaccini (e come non potrebbe? è la sua natura).

 Oppure si può scegliere di morire per un’idea ideologicamente astratta della libertà di decidere del nostro corpo e del nostro pensiero. Siamo già oggetti e non soggetti della società dello spettacolo; che almeno il nostro pensiero si alzi in alto verso la salvezza del genere umano, consapevoli di muoverci in un sistema che comunque e in ogni caso ci ha in suo potere. Illudersi di opporsi globalmente al sistema essendo contrari al vaccino è un’illusione infantile e lasciatemelo dire, demenziale, frutto di una grande confusione intellettuale forse dettata più dalla pancia che dalla ragione

Un abbraccio in fraternità e sorellanza

Antonella

 

P.S. Dimenticavo che ovviamente è bene leggersi tutti gli scritti che Michele Nobile ha dedicato alla questione perché sono determinanti per chiarirsi le idee. Specialmente il suo libro consente di informarsi e riflettere.

 

 

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.