L'associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l'unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente - con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica - persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

giovedì 30 luglio 2015

L'ANTISPETTACOLO NELLA SOCIETÀ DELLO SPETTACOLO: UN INCONTRO A LIVORNO, FRA TEORIA E SITUAZIONI URBANE, di Antonio Saccoccio

[Le foto sono di Pino Bertelli]

Il 13 giugno la galleria Peccolo e la centralissima piazza della Repubblica di Livorno hanno ospitato il "Punto della Situazione n. 2". Al centro dell'incontro, intitolato significativamente "L'antispettacolo nella società dello spettacolo", sono state le differenti strategie per contrastare la pervasività dello spettacolare nel mondo contemporaneo.
In apertura, spazio alla presentazione del libro Debord e il Situazionismo revisited (a cura di A. Saccoccio, Massari editore) con gli interventi di studiosi e attivisti nel campo delle avanguardie: i critici Sandro Ricaldone e Luca M. Venturi; il fotografo Pino Bertelli; l'editore Roberto Massari; il gallerista Roberto Peccolo; Pasquale Stanziale, già autore di diversi saggi sull'Internazionale Situazionista; Stefano Taccone, curatore del recente Contro l'infelicità. L'Internazionale Situazionista e la sua attualità (ed. Ombre Corte). A questi si sono aggiunte le riflessioni/azioni di Helena Velena, guerrigliera punk-anarco-situazionista; Benedetto Fanna, Giuseppe Savino e Marco Olivieri, musicisti estemporanei dell'Orchestra Noè; Stefano Balice e Joshua Pettinicchio, oltre-artisti rumoristi del MAV; Antonio Marchi, ciclosituazionista.
Su un piano strettamente teorico, Stanziale ha centrato il suo intervento sulla "realizzazione della filosofia", e cioè l'idea situazionista per cui la filosofia dovrebbe giungere al suo compimento e alla sua fine trasformandosi in azione rivoluzionaria. Un'idea a cui si affianca quella del "superamento dell'arte", ripresa più volte nel libro sopracitato. A questo proposito Fanna e Balice hanno illustrato sinteticamente la natura e gli obiettivi delle pratiche performative portate avanti dai gruppi Noè (Nostra Orchestra Estemporanea) e MAV (Movimento Arte Vaporizzata). È stata proprio l'idea dell'estemporaneità al centro della riflessione/azione del pomeriggio. L'estemporaneità come momento intensamente vissuto e donato che rifiuta i meccanismi della contemplazione, della merce/spettacolo, perché si offre senza calcoli e mediazioni. E così la discussione teorica è stata ripetutamente interrotta da "perturbazioni acustiche" create dai numerosi musicisti e rumoristi presenti in sala.

Dopo un'ora di libero e interrotto dialogo, l'allegra compagnia di musicisti/rumoristi in baldoria è letteralmente fuoriuscita dalla galleria per invadere l'antistante piazza della Repubblica e le vie circostanti, coinvolgendo i cittadini in ritmi e melodie di festa. E dopo la piazza c'è stato il liberatorio attraversamento di una strada, e poi l'assalto e la sonorizzazione di una vecchia cabina telefonica (per qualche attimo tornata strumento di comunicazione), e poi il comodo ingresso nel bar dell'angolo (con il regalo meno atteso: un beffardo assolo di sax e flauto che quasi risveglia un affranto utilizzatore di Slot Machines).
La continuità con il "situazionismo" è più agita che proclamata. I gruppi Noè e MAV con le loro pratiche estemporanee detournano ogni condotta mercantile, utilitaristica e narcisistica, rivalutando la vita e rifiutando la pura sopravvivenza. Tornano in mente le parole di Vaneigem: «L'uomo della sopravvivenza è l'uomo sbriciolato nei meccanismi del potere gerarchizzato, in una combinazione di interferenze, in un caos di tecniche oppressive che, per darsi un ordine, attende solo la paziente programmazione dei pensatori programmati». La musica e il rumorismo estemporaneo colpiscono al cuore il tecnicismo oppressivo, la vuota specializzazione, l'asettica programmazione della musica colta contemporanea, rinchiusa nelle rassegne per pochi eletti e snobisticamente citata nei salottini radical-chic.
Sono stati letti i contributi degli assenti "giustificati". Di Enzo Valls dall'Argentina si è cominciato a leggere "34 / modelo para desarmar", consistente in una celebre frase di Debord variata 120 volte usando più o meno le stesse parole. Ovviamente la lettura è stata interrotta dai rumoristi a quota 12 o 13. E di Alessandro Scuro (residente in Francia) è stata letta una parte del suo intervento "Pour en finir avec le travail. Le ragioni (fondate) dell'utopia situazionista".
Roberto Massari aveva preparato un testo scritto su "Vaneigem: premesse di una teoria politica del situazionismo", del quale non si è letto nulla, avendo preferito Roberto usare il suo tempo di parola per tirare un rapido bilancio di questo secondo non-convegno e dare appuntamento ai prossimi, dei quali auspichiamo tutti che possano essere ogni volta diversi, imprevedibili e soprattutto eversivi.
Una cena creativa (tipo "panzanella ai frutti di mare", tanto per dare un'idea…) allestita dai coniugi Peccolo ha concluso degnamente la serata. A notte inoltrata c'era comunque ancora chi si aggirava rumoreggiando in piazza della Repubblica.
Una nuova pubblicazione raccoglierà in volume gli interventi emersi durante l'incontro livornese e verrà curata da Stanziale. Mentre è già in cantiere il "Punto della Situazione n. 3", probabilmente al di fuori dei confini nazionali. Vorremmo tanto che fosse in Francia…




* Pubblicato su Sicilia Libertaria, anno XXXIX, n. 352, luglio-agosto 2015, pp. 4-5.

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

RED UTOPIA ROJA - Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo.

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)