L’associazione Utopia rossa considera suo fondamento politico il principio secondo cui il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi si deve riflettere l’essenza del fine. Non ha programmi politici, come del resto non ne aveva la Prima internazionale. Nonostante le più diverse provenienze ideologiche dei suoi sostenitori, essa ritiene che l’anticapitalismo dilagato dopo l’inizio dell’Antirivoluzione russa (dicembre 1917) sia stato motivato fondamentalmente da idee precapitalistiche, cioè retrograde, e non da progetti di civiltà in grado di superare il capitalismo sviluppando ulteriormente i suoi modelli di democrazia. Ciò spiega anche il prevalere, nella storia della cosiddetta «sinistra», di simpatie per i regimi dittatoriali di ogni specie e colore. Utopia rossa si batte contro l’ulteriore diffusione di ideologie precapitalistiche vecchie e nuove (in campo politico, culturale, ecologico, religioso ecc.), come parte della sua battaglia per il superamento del capitalismo, se si vuole salvare la vita sulla Terra con la sua umanità. In questo senso la sua utopia continua ad essere rossa.

The Red Utopia association considers its political foundation to be the principle that the end does not justify the means, but that the means must reflect the essence of the end. It has no political program, just as the First International did not. Despite the diverse ideological backgrounds of its supporters, it believes that the anti-capitalism that spread after the start of the Russian Anti-Revolution (December 1917) was fundamentally motivated by pre-capitalist – that is, retrograde – ideas, and not by civilizational projects capable of overcoming capitalism and of further developing its democratic models. This also explains the prevalence, throughout the history of the so-called «left», of sympathies for dictatorial regimes of all kinds and colors. Red Utopia fights against the further spread of old and new pre-capitalist ideologies (in the political, cultural, ecological, religious, and other fields) as part of its battle to overcome capitalism, if life on Earth, including its humanity, is to be saved. In this sense, its utopia remains red.

PER SAPERNE DI PIÙ CI SONO UNA COLLANA DI LIBRI E UN BLOG IN VARIE LINGUE…

venerdì 30 settembre 2022

«HACKEO»: LA CRUDA REALIDAD - ESTADO Y REVOLUCIÓN EN CHILE

por Tito Alvarado

 

Miremos donde miremos en la porfiada realidad de Chile, un país al sur de todo, se ven los deterioros de las ideas. Lo que ayer, apenas unos pocos años, era una causa noble, abrazada por muchos que no vivían mal, hoy es un esperpento, me refiero a la lucha por un orden social justo y a la definición de “ser de izquierda”. Las definiciones de entonces se han vuelto palabras malditas: socialismo, revolución, lucha de clases, burguesía, etc, mencionarlas es estar en otra dimensión. Recuerdo que un condenado, por un descubrimiento que contradecía la creencia de una dañina iglesia, habría murmurado: sin embargo se mueve, esta verdad hay que murmurarla, decirla, cantarla, gritarla: ¡sin embargo se mueve! Las realidades sociales, las ideas, las dudas, las certezas se mueven, lo que ayer era, hoy no es, pero nadie puede decir que mañana no será posible tal o cual propuesta que ahora pueda parecer peregrina.

El idioma ha sido trastocado a conveniencia del poder, las palabras yo no tienen un significado universal. Algunos se autodefinen de izquierda, solo que esta palabra no significa lo que antes significaba ni que decir de otras cuyo valor nunca ha sido universal, como libertad, democracia. Con el florecimiento de este portento llamado internet, se han dado varios fenómenos que por un lado son un tibio avance hacia la libertad en conciencia y por otro lado son barrotes invisibles, pero efectivos, que se le imponen a la gente. Podemos comunicarnos con muchas personas a la vez, solo que esta palabra ya no implica un recorrido de ida y vuelta, se prioriza el mensaje de ida, en este contexto la verdad es cualquier cosa que alguien diga, es decir, ya no está basada en hechos, son palabras, construcciones salidas del imaginario y asumidas por hechos acontecidos en alguna parte o ciertos hechos reales se distorsionan para que tengan un significado que de otra manera no tendrían. Al principio de este desarrollo sufrimos los virus y los “hackeos” con signo de solo dañar, luego ha cambiado a solo robar, ahora se abre un espacio de conciencia, se “hackea” para informar las torcidas argucias del poder, son oasis de verdades, con efecto de bomba, con capacidad de destruir mitos, solo que estos tienen todo el aparato del sistema para seguir sembrando su ponzoña. La verdad se dice, pero se impone la mentira.

venerdì 23 settembre 2022

GIORGIA MELONI E LA FIAMMA MUSSOLINIANA

di Piero Bernocchi


E' mia ferma convinzione che, della lunga serie dei segretari nazionali e dei leader delle formazioni partorite dallo scioglimento del Pci, non se ne salvi nessuno, nella loro frenetica e penosa corsa a destra  e nella dismissione di qualsiasi contenuto di "sinistra", se ne ripercorriamo le direzioni strategiche, il pensiero globale, gli spessori teorici, ideologici e finanche culturali e morali. Ma se ci riferiamo esclusivamente alla tattica, alla più stretta politique politicienne, non mi pare ci possano essere dubbi sul fatto che Enrico Letta li batta tutti in negativo, e di gran lunga, come miglior scattista verso il baratro politico ed elettorale. Giorgia Meloni e l'ultradestra non potevano trovare competitormigliore, per insipienza, goffaggine, capacità di collezionare inciampi a catena e autogol come manco il peggior calciatore italiano di ogni epoca: e di certo la leader dei Fratelli d'Italia (che, parafrasando i gloriosi Blues Brothers, e recuperandone l'acronimo BB, potremmo ri-denominare Black Brothers) dovrà ringraziare in primis proprio Letta e il suo "inner circle" il giorno dopo il prevedibilissimo trionfo suo e della ultradestra che ben rappresenta

Enrico Letta, autolesionisticosponsordi Meloni

Avvicinandosi ad elezioni cruciali per la propria sorte e per il partito che a fatica rappresenta, Letta aveva tre scelte, probabilmente comunque perdenti ma che potevano evitare al PD di incappare in una catastrofica debacle, lasciandosi aperta almeno una prospettiva di rivincita. Il segretario PD poteva fin da subito suonare la fanfara (già riuscita ai suoi predecessori in almeno due occasioni contro il berlusconismo e i governi con la destra post-fascista di Fini) dell'arrivo dei neo-fascisti (o fascistoidi) al potere, stavolta con maggioranze ben più vistose, enfatizzando i conseguenti rischi per la democrazia e la Costituzione: insomma, fin dal primo giorno successivo all’annuncio delle elezioni, avrebbe potuto paventare la fondata possibilità di un regime autoritario e illiberale alle porte. Ma, conseguentemente, Letta avrebbe poi dovuto invocare una sorta di "Comitato di salvezza nazionale",  un neo-Fronte popolare per sbarrare la strada all'ultradestra, passando sopra alle scontate differenze interne di tale fronte. Avrebbe dunque dovuto cercare di mettere insieme tutti, dai Cinque Stelle a Calenda-Renzi fino a Sinistra Italiana, Verdi e +Europa, dando ovviamente ad ogni forza un peso di rappresentanza rapportato alla forza reale certificata dai sondaggi al momento. Il tentativo poteva fallire ma solo per decisione altrui, di coloro che sottraendosi alla cordata anti-regime ne avrebbero ridimensionato le possibilità, assumendosene tutta la responsabilità. Come seconda ipotesi, non riuscita la prima, Letta poteva mettere in piedi, certo più facilmente, un "fronte anti-regime" più ridotto ma pur sempre significativo, "perdonando" Conte per aver fatto cadere il governo e facendo asse con ciò che ancora si chiama M5S (impropriamente, perché oramai è a tutti gli effetti il partito di Conte), portandosi appresso senza difficoltà Sinistra Italiana, Verdi e + Europa: e così potendo puntare realisticamente ad un buon 40% elettorale, che avrebbe rappresentato comunque una onorevole sconfitta "di misura", rendendo comunque difficile ai vincitori la gestione parlamentare. Infine, dopo aver tuonato così tanto contro i Cinque Stelle e Conte, poteva tenere fermo almeno l'asse dell'alleanza realizzata con Calenda-Renzi contando sulla possibilità di "sfondamento"  dei due leader nelle aree di centrodestra, e puntando comunque ad un realistico 35%, pur sempre perdente, ma con numeri tali da impedire il trionfo dilagante dell'ultradestra.

mercoledì 21 settembre 2022

Hitler’s pope, Pius XII, should finally be canceled -opinion

Dear Roberto,

together we brought Deschner's masterpiece Con Dio e con i Fascisti to Italy in 2014 with your publishing house and together we organized a congress in Rome on the subject of the relation between the Vatican and fascism in 2016 without any State or university support, which was very well attended and led to lively discussions which resulted in another book.

You already know that David Kertzer, whom you met personally this year, wrote another masterpiece after his book The Pope and Mussolini (it won the Pulitzer Price in 2015), which is The Pope at War, also published in Italy as Un Papa in Guerra. The response to this book has been huge worldwide, not only in the US, where there are reviews in the Washington Post, the Atlantic and many more, but also in Israel. A review has just appeared in the Jerusalem Post, which I would not want to withhold from you, and which I strongly recommend to be disseminated, including on the Internet.

Kertzer is the best confirmation and addition of Con Dio e con i Fascisti, a book for which Deschner was attacked in the Federal Republic of Germany for decades.

Here is the link to the article:

https://www.jpost.com/opinion/article-717557

Ciao

Peter Gorenflos, Berlin September 2022


Only one pope ever bore actual witness to a genocide and did absolutely nothing about it, and that was Eugenio Pacelli, Pope Pius XII


by Rabbi Shmuley Boteach

 

POPE PIUS XII appears in an undated file photo from the archives of Vatican newspaper ‘Osservatore Romano.’ 

(photo credit: OSSERVATORE ROMANO / REUTERS)

History tells us that there have been good popes and bad popes, moral men who occupied the chair of St. Peter and abominable men who disgraced it.

For every giant like John XXIII or John Paul II, the greatest of modern-day popes, there has been a Rodrigo Borgia, whose name is synonymous with papal murder and corruption, or Pope Leo X, the Medici pope, whose sale of indulgences to finance his extravagant tastes infuriated Martin Luther and helped drive the Protestant Reformation.

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

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a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.