L’associazione Utopia rossa considera suo fondamento politico il principio secondo cui il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi si deve riflettere l’essenza del fine. Non ha programmi politici, come del resto non ne aveva la Prima internazionale. Nonostante le più diverse provenienze ideologiche dei suoi sostenitori, essa ritiene che l’anticapitalismo dilagato dopo l’inizio dell’Antirivoluzione russa (dicembre 1917) sia stato motivato fondamentalmente da idee precapitalistiche, cioè retrograde, e non da progetti di civiltà in grado di superare il capitalismo sviluppando ulteriormente i suoi modelli di democrazia. Ciò spiega anche il prevalere, nella storia della cosiddetta «sinistra», di simpatie per i regimi dittatoriali di ogni specie e colore. Utopia rossa si batte contro l’ulteriore diffusione di ideologie precapitalistiche vecchie e nuove (in campo politico, culturale, ecologico, religioso ecc.), come parte della sua battaglia per il superamento del capitalismo, se si vuole salvare la vita sulla Terra con la sua umanità. In questo senso la sua utopia continua ad essere rossa.

The Red Utopia association considers its political foundation to be the principle that the end does not justify the means, but that the means must reflect the essence of the end. It has no political program, just as the First International did not. Despite the diverse ideological backgrounds of its supporters, it believes that the anti-capitalism that spread after the start of the Russian Anti-Revolution (December 1917) was fundamentally motivated by pre-capitalist – that is, retrograde – ideas, and not by civilizational projects capable of overcoming capitalism and of further developing its democratic models. This also explains the prevalence, throughout the history of the so-called «left», of sympathies for dictatorial regimes of all kinds and colors. Red Utopia fights against the further spread of old and new pre-capitalist ideologies (in the political, cultural, ecological, religious, and other fields) as part of its battle to overcome capitalism, if life on Earth, including its humanity, is to be saved. In this sense, its utopia remains red.

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domenica 4 ottobre 2015

IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES (Matteo Garrone, 2015), di Pino Bertelli

Quello che avevamo compreso, noi non siamo andati a dirlo alla televisione.
Non abbiamo aspirato ai sussidi della ricerca scientifica,
né agli elogi degli intellettuali di giornale.
Noi abbiamo portato olio là dov'era il fuoco.
(Guy Debord)

A giudicarla dal cinema che ha prodotto negli ultimi quarant'anni, la nostra storia sarà stata tutto, tranne che intelligente. L'idioma d'accatto del cinema italiano è il luccichio da tappeto rosso che esibisce su schermi di desolazione… è lo spettacolo sfigurato di una grande stagione neorealista o della commedia di costume al veleno… risparmieremo i particolari. Gli spettatori sono accecati da tante banalità filmiche e hanno soltanto da scegliere tra storie senza contenuti o deliri artistici senza sostanza… è difficile distinguere tra le sfumature del peggio. La condizione mercantile del cinema è la stessa che lo annulla. Stupidità e "cassetta" sono sinonimi. Perciò, dinanzi alla sfilata di mediocrità cinematografiche correnti e spesso fregiate di premi altisonanti, non ci resta che cercare una via di lettura fra il disprezzo e l'arte di gioire di tanta stupidità.
Matteo Garrone, uno tra i migliori registi italiani, certo… ha licenziato un filmetto tutto colorato, ben scenografato e fotografato, zeppo di buoni attori, tutto proteso verso il raggiungimento di riconoscimenti festivalieri e del botteghino… non sappiamo i risultati degli incassi e nemmeno c'interessa quante medaglie, nastri o coppe prenderà… ciò che c'importa studiare è la fattura filmica di questa lucida operazione commerciale. Naturalmente, la critica velinara e il pubblico domestico hanno gridato al capolavoro. Tutto falso. Il cinema non è cosa facile. Vi si segnalano pagliacci, istrioni o parassiti in formato grande… come i politici che governano questo paese (e questo cinema) hanno il senso dell'opportunità e poiché ogni regime assicura ai suoi servi un posto in società, il loro cinema si adatta a tutte le malagrazie del caso. In una società da operetta, l'unico ordine di grandezza al quale essi possono giungere è quello della genuflessione.
Ne Il racconto dei racconti Garrone saccheggia, anche con abilità, la raccolta di fiabe più antica d'Europa (forse), Lo cunto de li cunti, scritta in lingua napoletana fra il 1634 e il 1636 da Giambattista Basile e pubblicata postuma. Garrone ne estrapola tre racconti, La regina, La pulce e Le due vecchie. Amore, crudeltà, violazione dei sentimenti… gli ingredienti di un'opera barocca scritta per il divertimento delle corti ci sono tutti. Ogni storia si lega alle altre e dentro il genere fantasy si dipana in un'architettura seriale, rituale, alchemica, che muove dalla commedia dell'arte e si riflette nelle saghe televisive (rivolte al pubblico giovanile, specialmente, con un grande successo planetario).

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

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a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.