L’associazione Utopia rossa considera suo fondamento politico il principio secondo cui il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi si deve riflettere l’essenza del fine. Non ha programmi politici, come del resto non ne aveva la Prima internazionale. Nonostante le più diverse provenienze ideologiche dei suoi sostenitori, essa ritiene che l’anticapitalismo dilagato dopo l’inizio dell’Antirivoluzione russa (dicembre 1917) sia stato motivato fondamentalmente da idee precapitalistiche, cioè retrograde, e non da progetti di civiltà in grado di superare il capitalismo sviluppando ulteriormente i suoi modelli di democrazia. Ciò spiega anche il prevalere, nella storia della cosiddetta «sinistra», di simpatie per i regimi dittatoriali di ogni specie e colore. Utopia rossa si batte contro l’ulteriore diffusione di ideologie precapitalistiche vecchie e nuove (in campo politico, culturale, ecologico, religioso ecc.), come parte della sua battaglia per il superamento del capitalismo, se si vuole salvare la vita sulla Terra con la sua umanità. In questo senso la sua utopia continua ad essere rossa.

The Red Utopia association considers its political foundation to be the principle that the end does not justify the means, but that the means must reflect the essence of the end. It has no political program, just as the First International did not. Despite the diverse ideological backgrounds of its supporters, it believes that the anti-capitalism that spread after the start of the Russian Anti-Revolution (December 1917) was fundamentally motivated by pre-capitalist – that is, retrograde – ideas, and not by civilizational projects capable of overcoming capitalism and of further developing its democratic models. This also explains the prevalence, throughout the history of the so-called «left», of sympathies for dictatorial regimes of all kinds and colors. Red Utopia fights against the further spread of old and new pre-capitalist ideologies (in the political, cultural, ecological, religious, and other fields) as part of its battle to overcome capitalism, if life on Earth, including its humanity, is to be saved. In this sense, its utopia remains red.

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sabato 8 luglio 2017

AMERICA LATINA: UN FUTURO ECONOMICO MOLTO INCERTO, di Andrea Vento (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)

Pubblichiamo per i lettori del nostro blog un estratto dall’opuscolo di Andrea Vento Il continente americano. L’America latina (Giga Autoproduzioni, 2017, pp. 36). [la Redazione]

Gli effetti delle politiche sociali dei governi progressisti

Il miglioramento delle condizioni sociali è un fenomeno strutturale che investe l’intera America latina ormai dall’inizio del nuovo millennio: la quota di persone in povertà (grafico 1)1 registra infatti, nell’intervallo 2000-2010, una diminuzione sia nel dato generale dell’intera macroregione - che si attesta poco sopra il 30% - sia all’interno dei singoli paesi. La diffusione della povertà assume tuttavia dimensioni piuttosto eterogenee all’interno dei vari stati, disparità che riguardano anche l’entità della riduzione, che risulta particolarmente spiccata in Perù, Venezuela e Cile. Ciò nondimeno rimangono critiche le condizioni sociali in alcuni paesi - in prevalenza centroamericani (Honduras e Nicaragua) - in cui nel 2010 più della metà della popolazione risulta ancora sotto la soglia di povertà, non dimenticando Haiti, lo stato con la situazione più critica, con circa l’80% dei suoi abitanti che patisce questa condizione e il 54% che cerca di sopravvivere con meno di un dollaro al giorno. Questo quadro fa sì che il paese caraibico si collochi al penultimo posto nella relativa classifica mondiale.
Più complessa risulta la lettura della dinamica della distribuzione del reddito fra le classi sociali all’interno dei diversi paesi. Se l’intera macroregione ha evidenziato (grafico 2)2 una riduzione delle profonde sperequazioni socioeconomiche grazie alle politiche redistributive messe in atto dai governi progressisti, alcuni stati hanno visto aumentare i già cospicui squilibri. La Colombia, l’Honduras, la Repubblica Dominicana, il Costa Rica e soprattutto il Guatemala, stati accomunati dalla presenza di governi di destra, neoliberisti e filostatunitensi, si sono caratterizzati per un ulteriore aumento delle differenze reddituali.

La crisi dei governi progressisti

I segnali che giungono da diversi paesi - Brasile in particolare - sembrerebbero indicare che il ciclo dei governi progressisti latinoamericani stia cominciando a segnare il passo, nonostante abbia costituito una fase storico-geopolitica inedita per il subcontinente, oltre ad aver rappresentato l’area di resistenza più avanzata su scala globale al neoliberismo. I risultati ottenuti in termini di avanzamento democratico, riconoscimento dei diritti delle comunità amerindie, progresso sociale e riappropriazione di sovranità economica sono sicuramente inconfutabili e apprezzabili. Tuttavia i limiti - soprattutto in campo economico - che hanno condizionato la maggior parte di questi stati hanno poi creato i presupposti affinché all’inizio del 2015 gli elementi di criticità, espressi in termini di difficoltà economiche e malessere sociale, iniziassero ad assumere dimensioni preoccupanti.
Le problematiche che hanno afflitto i governi progressisti - sudamericani in particolare - sono riconducibili principalmente a cinque elementi, legati sia alle politiche interne che al ciclo economico-finanziario internazionale:

• mancato superamento del modello economico estrattivista;
• mancata attuazione di riforme strutturali incisive in campo economico e fiscale;
• attuazione di sole politiche redistributive attraverso programmi sociali;
• stagnazione/recessione del Brasile;
• contrazione della domanda internazionale, soprattutto cinese.

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

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a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.