L’associazione Utopia rossa considera suo fondamento politico il principio secondo cui il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi si deve riflettere l’essenza del fine. Non ha programmi politici, come del resto non ne aveva la Prima internazionale. Nonostante le più diverse provenienze ideologiche dei suoi sostenitori, essa ritiene che l’anticapitalismo dilagato dopo l’inizio dell’Antirivoluzione russa (dicembre 1917) sia stato motivato fondamentalmente da idee precapitalistiche, cioè retrograde, e non da progetti di civiltà in grado di superare il capitalismo sviluppando ulteriormente i suoi modelli di democrazia. Ciò spiega anche il prevalere, nella storia della cosiddetta «sinistra», di simpatie per i regimi dittatoriali di ogni specie e colore. Utopia rossa si batte contro l’ulteriore diffusione di ideologie precapitalistiche vecchie e nuove (in campo politico, culturale, ecologico, religioso ecc.), come parte della sua battaglia per il superamento del capitalismo, se si vuole salvare la vita sulla Terra con la sua umanità. In questo senso la sua utopia continua ad essere rossa.

The Red Utopia association considers its political foundation to be the principle that the end does not justify the means, but that the means must reflect the essence of the end. It has no political program, just as the First International did not. Despite the diverse ideological backgrounds of its supporters, it believes that the anti-capitalism that spread after the start of the Russian Anti-Revolution (December 1917) was fundamentally motivated by pre-capitalist – that is, retrograde – ideas, and not by civilizational projects capable of overcoming capitalism and of further developing its democratic models. This also explains the prevalence, throughout the history of the so-called «left», of sympathies for dictatorial regimes of all kinds and colors. Red Utopia fights against the further spread of old and new pre-capitalist ideologies (in the political, cultural, ecological, religious, and other fields) as part of its battle to overcome capitalism, if life on Earth, including its humanity, is to be saved. In this sense, its utopia remains red.

PER SAPERNE DI PIÙ CI SONO UNA COLLANA DI LIBRI E UN BLOG IN VARIE LINGUE…

lunedì 6 dicembre 2010

GUY DEBORD, di Pino Bertelli

GUY DEBORD, SON ART ET SON TEMPS (1994)
di Guy Debord, realizzato da Brigitte Cornand

I. IL FILM/TESTAMENTO DI GUY DEBORD
“Perciò io vorrei soltanto vivere pur essendo poeta,
perchè la vita si esprime anche solo con se stessa.
Vorrei esprimermi con gli esempi. Gettare il mio corpo nella lotta…
Solo la rivoluzione salva il passato”.
Pier Paolo Pasolini

Il testamento spirituale, etico, poetico di Guy-E. Debord (non solo nel cinema) è GUY DEBORD, SON ART ET SON TEMPS, realizzato con Brigitte Cornand nel 1994, ma dietro sua richiesta scritta, sarà mandato in onda da Canal+ il 9 gennaio 1995, insieme a LA SOCIÉTÉ DU SPETTACLE e RÉFUTATION DE TOUS LES JUGEMENTS, TANT ÉLOGIEUX QU’HOSTILES, QUI OM ÉTÉ JUSQU’ICI PORTÉS SURE LE FILM LA SOCIÉTÉ DU SPETTACLE… nel frattempo Debord si era sparato un colpo al cuore.
Le opere cinematografiche di Guy-E. Debord praticano e allargano la critica radicale della civiltà dello spettacolo. L’utopia situazionista disseminata in questi film s’incentra su una poetica del fuoco e sulle tentazioni di appiccarlo a tutti i Palazzi d’Inverno. È l’utopia che guida le passioni e moltiplica i contrasti e i sogni, spezza destini e annuncia nuove epifanie dell’anima. Dove la merce ha seminato la sua seduzione non spunta più che la sua tirannia. I falsi bisogni si sostituiscono all’autenticità dei desideri e la psicologia individuale, la ripetizione dei comportamenti, la seduzione dei corpi in disfatta, prende forma nella filosofia balorda dei grandi magazzini. “Un umanesimo astratto ha sparso ai quattro venti i diritti della libertà e della dignità e coloro che li raccolgono non sono soltanto privati del loro uso, ma vedono per di più impoverirsi una sopravvivenza che, per quanto insufficiente, era almeno necessaria al superamento e al compimento di una vita fondata sull’emancipazione dei desideri.
La sola libertà effettiva è quella che la merce si attribuisce, di scambiarsi con se stessa e di non aver altro uso. Il futuro così immaginato si lacera tra la volontà di vivere e la potenza del denaro che ne fa la parodia e la nega assolutamente” (Raoul Vaneigem). Tutto vero. Gli arrivisti della fatalità e della chiacchera da portinai sono all’origine di tutte le persecuzioni della storia. Chi si schiera con i palafranieri del proprio tempo, seppellisce il proprio genio nel letame. “Tremare è facile, ma saper dirigere il proprio tremito è un’arte: da qui derivano tutte le ribellioni” (E.M. Cioran). Chi non ha mai conosciuto la barbarie di un confine, non possiederà mai la saggezza dell’esilio.

Pino Bertelli

Leggere il testo completo in PDF

lunedì 29 novembre 2010

HUMBERTO VÁZQUEZ VIAÑA IN UTOPIA ROSSA, di Roberto Massari

 IN  ITALIANO
Cari compagni e care compagne,
posso finalmente darvi la conferma definitiva di una notizia che covava sotto la cenere.
Qualche settimana fa, con una lunga lettera, avevo chiesto a Humberto Vázquez Viaña di entrare a far parte del progetto di Utopia rossa sulla base dei sei punti etico-politici che abbiamo assunto come base comune e internazionale. Humberto ha risposto affermativamente, dicendo che considera "un onore" far parte della nostra iniziativa e del comitato di redazione di Utopia rossa (Ricordiamo che non esiste una struttura organizzativa vera e propria alla quale aderire, perché Utopia rossa non è un gruppo, ma un'associazione politica libera e libertaria).
Il suo nome è stato inserito nel blog e io gli ho già risposto che l'onore è tutto nostro.
Ricordo, per chi sia troppo giovane per saperlo, che Humberto ha fatto parte della guerriglia del Che in Bolivia (rete urbana, insieme a Loyola e Saldaña); che è ormai uno dei pochi guerriglieri sopravvissuti di quella vicenda; che di lui parla il Diario del Che alla giornata del primo gennaio 1967 (e non di Humberto Rhea, come si era creduto erroneamente); che fu lui ad accompagnare Tania fino alla guerriglia; che suo fratello Jorge ("El Loro") fu uno dei guerriglieri più celebri del gruppo boliviano; che per anni, benché profugo, Humberto si è battuto per la ricerca della verità su quella ed altre vicende delle guerriglie latinoamericane senza farsi intimidire da nessun governo o partito; che le sue ricerche sono raccolte in un primo volume (altri seguiranno) che ho pubblicato anche in italiano; che Humberto è ormai considerato il massimo studioso boliviano del Che, a fianco del carissimo Carlos Soria Galvarro.
Aggiungo che Humberto è diventato quasi cieco, ma continua a leggere e scrivere grazie a delle moderne attrezzature che gli ha fornito il governo svedese. Anche in questo è un esempio di coraggio e tenacia per tutti coloro che gli occhi ce li hanno ancora, ma non vedono al di là di un palmo del loro naso.
Dire che per Utopia rossa la notizia è fonte di gioia, è dire poco. In realtà stiamo avendo un'altra significativa conferma del fatto che la metodologia e l'onestà che stiamo utilizzando per raccogliere unitariamente le poche energie rivoluzionarie sopravvissute agli scempi di questi ultimi decenni, non hanno solo una forte rilevanza teorica (vedi i libri da noi fin qui pubblicati), ma possono conseguire anche dei risultati pratici: modesti quanto si vuole, ma concreti e di qualità.
Fuori da opportunismi elettoralistici, fuori da narcisismi individualistici, fuori da meccanismi gruppettari personalistici, fuori da disturbi della personalità mascherati come militanza politica (in realtà psicopatologia politica), stiamo riuscendo a mettere e a tenere insieme energie vitali di diversa matrice ideologica e di diversa esperienza storica: marxisti, marxisti libertari, femministe, anarcocomunisti, anarcosituazionisti, guevaristi, trotskisti, credenti rivoluzionari, atei anticlericali e via di seguito, costituendo uno spettro ideologico che speriamo diventi sempre più ampio, all'altezza delle sfide che ci lancia lo sviluppo del capitalismo contemporaneo, al momento più che vincente sull'intera faccia terrestre.
La presenza di un membro della guerriglia boliviana è per noi un simbolo di continuità con l'esperienza storica del Che, e in quanto tale ci onora. Allo stesso tempo ci offre una conferma sulla qualità del nostro modo veramente nuovo di praticare l'impegno politico rivoluzionario e internazionalistico.
Nell'abbracciare Humberto e nel dargli il benvenuto, non si può fare a meno di gridare tutti insieme
Hasta la victoria!
Roberto 

EN  ESPAÑOL
HUMBERTO VÁZQUEZ VIAÑA EN UTOPÍA ROJA, por Roberto Massari

Queridos compañeros y compañeras:
Puedo finalmente confirmarles una noticia que estaba latente desde hace un tiempo. Hace algunas semanas, con una larga carta, le propuse a Humberto Vázquez Viaña de unirse al proyecto de Utopia Rossa (Utopía Roja) en base a los seis puntos ético-políticos que hemos asumido como base común e internacional. Humberto ha respondido afirmativamente, diciendo que considera “un honor” hacer parte de nuestra iniciativa y de nuestro comité de redacción (recordemos que no existe una estructura organizativa propiamente dicha a la cual adherir, ya que Utopía Roja no es un grupo político sino una asociación política libre y libertaria).
Su nombre ya ha sido incluido en el blog y yo ya le respondí diciéndole que el honor es nuestro.
Para quienes son demasiado jóvenes para saberlo, les recuerdo que Humberto fue un integrante de la guerrilla del Che en Bolivia (en la red urbana, junto a Loyola Guzmán y Saldaña); que es uno de los pocos guerrilleros sobrevivientes de aquella epopeya; que a él se refiere el Diario del Che en la jornada del 1 de enero de 1967 (y no a Humberto Rhea, como se había creído erróneamente); que fue él quien acompañó a Tania a la guerrilla; que su hermano Jorge (“El Loro”) fue uno de los guerrilleros más notorios del grupo boliviano; que durante años, aún prófugo, Humberto luchó en busca de la verdad sobre aquella y otras experiencias guerrilleras latinoamericanas, sin dejarse intimidar por ningún gobierno o partido; que sus investigaciones han sido recogidas en un primer volumen (seguirán otros) que hemos publicado en italiano; que Humberto está considerado como el más grande estudioso boliviano del Che, junto al queridísimo Carlos Soria Galvarro.
Agrego que Humberto actualmente está casi completamente ciego, pero sigue leyendo y escribiendo gracias  a las modernas soluciones tecnológicas que pone a su disposición el gobierno sueco. También éste es un ejemplo de coraje y tenacidad para todos aquellos che tienen los ojos pero no logran ver a un palmo de sus narices.
Decir que para Utopía Roja la noticia es motivo de alegría es poco. En realidad es una significativa confirmación del hecho que la metodología y la honestidad que estamos poniendo en práctica para reunir las pocas energías revolucionarias que han sobrevivido a la devastación de estas últimas décadas, no tienen solamente una relevancia teórica (ver los libros publicados por nosotros hasta ahora), sino que pueden conseguir resultados prácticos, modestos si se quiere, pero concretos y de calidad.
Fuera de los oportunismos electorales, fuera de los narcisismos individualistas, fuera de los mecanismos de los grupúsculos con liderazgos personalistas, fuera de los disturbios de la personalidad disfrazados de militancia política (en realidad sicopatología política), estamos logrando captar y mantener unidas a energías vitales de diversas matrices ideológicas y de diversas experiencias históricas: marxistas, marxistas libertarios, feministas, anarco-comunistas, anarco-situacionistas, guevaristas, trotskistas, creyentes revolucionarios, ateos anticlericales, etc., etc., constituyendo un espectro ideológico que esperamos que se vuelva cada vez más amplio y a la altura de los desafíos que nos lanza el desarrollo del capitalismo contemporáneo, por el momento vencedor sobre toda la faz del planeta.
La presencia de un miembro de la guerrilla boliviana es para nosotros un símbolo de continuidad con la experiencia histórica del Che, y como tal nos honra. Al mismo tiempo nos ofrece la confirmación sobre la calidad de nuestro modo verdaderamente nuevo de practicar el compromiso político revolucionario e internacionalista.
Al abrazar a Humberto y darle la bienvenida, no podemos menos que gritar todos juntos
¡Hasta la victoria!
Roberto

sabato 27 novembre 2010

I libri di Utopia rossa - Campagna di sottoscrizione

Cari compagni e care compagne,

poiché l'area di sostenitori o semplici amici di Utopia Rossa si è cominciata ad ampliare da qualche tempo in qua, invio per la prima volta questa lettera sulla nostra sottoscrizione ad altri che finora non ne avevano nemmeno sentito parlare. Nella speranza, ovviamente, che alcuni di loro decidano di darci una mano. Per tutti, comunque, può essere interessante vedere quanto sia difficile per un'associazione rivoluzionaria far circolare le proprie elaborazioni teoriche in un contesto politico-organizzativo che ragiona solo in termini di apparati e risultati elettorali.
Ricordo che nella nostra associazione non esistono obblighi di quote e che i soldi che raccogliamo sono utilizzati unicamente per pubblicare i libri della collana Utopia rossa.
Finora abbiamo pubblicato 6 libri (in 4 anni). Altri sono in preparazione, un paio sono fermi in attesa di soldi per la pubblicazione. Tra questi il libro di Michele Nobile su Rosa Luxemburg che aspettiamo da tempo.
Esaminando il fondo della lista qui aggiornata si vede che Antonella Marazzi ha dato ora un contributo finanziario notevole (1.500 euro), sia per finire di pagare il libro di Zarcone sull'Islam, sia per accelerare l'uscita del libro di Michele.
Poiché finora non ha funzionato il sistema delle piccolissime quote mensili volontarie che avevo proposto, chiederei a tutti coloro che vogliono aiutarci di fare una bella donazione in una volta sola e di destinare subito una quota dell'eventuale tredicesima al fondo libri di Utopia Rossa. Chi può inviare solo un piccolo contributo, lo faccia ugualmente perché anche l'oceano è fatto di gocce...
Per come proseguire nel 2011 avremo modo di discuterne in seguito, a partire dalla riunione nazionale su Cuba del 18 dicembre (anche per quella ci vorrebbero i soldi per fare una manchette in prima pagina sul Manifesto...).
Di seguito, indico i modi per effettuare i versamenti. Poiché si tratta di tre conti della Massari editore (posta, postepay e Banca), raccomando di specificare o avvisare Utopia rossa dell'avvenuto pagamento.
Enzo Valls, amministratore del nostro blog dall'Argentina, troverà il modo di far comparire d'ora in poi stabilmente la nostra sottoscrizione sulla prima pagina.

Saluti rivoluzionari (e arrivederci al 18)
Roberto

c.c. postale 256 270 43
Postepay: 4023 6005 7560 2554
Iban: IT84E08730729100 000 000 70064

RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.