di Andrea Vento
Dopo un’interminabile fase negoziale protrattasi per un venticinquennio, l’Accordo di Partenariato Ue-Mercosur (UE-Mercosur Partnership Agreement), a seguito dell’approvazione a maggioranza qualificata da parte del Consiglio europeo di venerdì 9 gennaio, ha intrapreso il rettilineo finale. Dopo l’ultimo rinvio di un mese della votazione del Consiglio, infatti, il via libera alla prosecuzione dell’iter è arrivato dopo il cambio di posizione dell’Italia indotto dalla dichiarazione della Commissione di anticipare il finanziamento di 45 miliardi di euro dei fondi della Pac, la Politica agricola comunitaria e all’abbassamento della soglia per l’entrata in vigore delle clausole di salvaguardia su alcuni prodotti agricoli sensibili dall’8% al 5%. Non fondi aggiuntivi ma solamente messi a disposizione degli agricoltori, principali oppositori dell’accordo, prima dei termini previsti. Tanto è bastato al governo Meloni per convertire il diniego in voto favorevole nell’arco di un mese, mentre hanno mantenuto la loro opposizione Francia, Irlanda, Austria, Ungheria e Polonia, e la sua astensione il Belgio.
La firma ufficiale dell’Accordo è arrivata sabato 17 ad Asuncion in Paraguay alla presenza dei presidenti della Commissione, Ursula von der Leyen, e del Consiglio dell’Unione europea, Mario Costa e dei capi di stato di Argentina, Xavier Milei, del Paraguay, Santiago Peña e dell’Uruguay, Yamandù Orsi, tutti esponenti di destra, mentre non ha partecipato Luis Inacio “Lula” da Silvia, uno dei principali sostenitori dell’Accordo.
Meno scontata, tuttavia, potrebbe rivelarsi la successiva ratifica da parte del parlamento europeo, prevista nei prossimi mesi, viste le dichiarazioni avverse del presidente francese Macron che sembra essersi posto alla guida il drappello dei paesi oppositori. Sull’Accordo, oltre alla mobilitazione dei trattori che annunciano battaglia, incombe anche il voto del Parlamento europeo previsto per mercoledì 21 sull’ammissibilità del ricorso alla Corte di Giustizia europea contro l’Accordo che in caso di ammissione ne allungherà sensibilmente i tempi.
Ad ogni buon conto l’iter prevede che una volta ottenuta l’approvazione del Parlamento europeo, l’accordo potrà entrare in vigore in forma provvisoria, il cosiddetto interim Trade Agreement, previa approvazione della Commissione e del Consiglio a maggioranza qualificata. La piena ratifica e la successiva entrata in vigore definitiva dell’UE-Mercosur Partnership Agreement avverrà tuttavia solo dopo il via libera da parte dei parlamenti nazionali degli stati membri.
Il Mercosur
Il Mercosur, Mercato Comune del Sud o del Cono Sud, è una organizzazione economica sudamericana, nello specifico un’Area di Libero Scambio istituita nel 1991 col Trattato di Asuncion ed entrata in vigore nel 1995, composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, con il Venezuela che dopo aver acquisito lo status di paese membro nel 2012 è stato successivamente sospeso nel 2017. La Bolivia ha sottoscritto nel 2012 un protocollo di adesione che è sempre in corso di approvazione da parte dei parlamenti degli stati membri.
Secondo il Consiglio Europeo “nel loro complesso le 4 economie, con un Pil di 2.700 miliardi di euro, costituiscono la sesta economia più grande del mondo, al di fuori dell’Ue” con una popolazione, secondo il sito del Mercosur, di 295 milioni di persone.
Nettamente preminente è il ruolo del Brasile che annovera circa 220 milioni di abitanti e una economia che, secondo Ocse, rappresenta 1/3 del totale dei 33 stati dell’America Latina e Caraibica e si attesta in undicesima posizione a livello mondiale con un Pil stimato per il 2025 di 2.260 miliardi di $ e di quello pro capite di 10.578 $, secondo i dati del Fmi.
L’interscambio Ue-Mercosur
Dall’inizio del millennio la Cina ha incrementato esponenzialmente la penetrazione economica e le relazioni commerciali con l’America Latina, nel suo complesso, superando l’Unione Europea. Nello specifico delle relazioni col Mercosur, secondo i dati della Commissione, nel 2000 l’Ue copriva una quota di import del Mercosur di circa 6 volte superiore di quella della Cina, nel 2024 la quota di Pechino superava del 40% quella dell’Ue. Grazie anche all’accelerazione dell’ultimo decennio allorché, a fronte di un aumento del valore dell’interscambio dell’Ue al solo 4%, la Cina ha registrato un’impennata del 60%, anche grazie alle relazioni consolidatesi tramite la comune adesione al blocco dei Brics in qualità di soci fondatori che l’ha portata nel 2023 a coprire una quota del 26,7% del commercio totale del 26,7% (tab. 1).
Tabella 1: quote del commercio di beni e servizi del Mercosur dei primi 3 partner, anno 2023. Fonte
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Partner |
Quota di commercio del Mercosur |
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Cina |
26,7% |
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Unione europea |
16,8% |
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Stati Uniti |
13,9% |
Analizzando l’interscambio di beni fra Ue e Mercosur del 2024 rileviamo come l’entità dei flussi risulti alquanto equilibrata con un valore dell’import europeo di 56 miliardi di euro a fronte di un export di 55,2 miliardi, mentre per quanto riguarda i servizi forniti risulta netta la preminenza Ue con 29,2 miliardi di euro, contro i soli 13,4 miliardi del blocco sudamericano (grafico 1).
Nel complesso nel 2024 il controvalore dell’interscambio totale di beni e servizi fra le due aree geoeconomiche si è attestato a 153,8 miliardi di euro.
Grafico 1: il valore dell’interscambio di beni e servizi fra Ue e Mercosur nel 2024 in miliardi di euro.
I prodotti esportati dall’Ue verso il blocco sudamericano, secondo i dati forniti dal Consiglio europeo, sono per il 94% manufatturieri in primis macchinari e apparecchi industriali, prodotti chimici e farmaceutici e mezzi di trasporto, mentre dal Mercosur importiamo soprattutto prodotti agricoli (soia, caffè ecc.) e legname, prodotti minerari e petrolio, carta e pasta di cellulosa.
Secondo i fati del Consiglio, l’Ue, rappresenta “il più grande investitore nei paesi del Mercosur, con uno stock di investimenti (Ide) di circa 390 miliardi di euro nel 2023”.
L’Accordo non riguarda solo gli scambi commerciali
Una volta entrato in vigore, l’Accordo porterà nell’arco di un quindicennio a una riduzione dei dazi doganali sul 91% delle merci esportate dall’Ue verso l’area sudamericana, mentre Bruxelles azzererà le tariffe sul 92% dei prodotti provenienti da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
Fino ad oggi i prodotti industriali europei sono stati gravati da dazi doganali alquanto significativi, visto il 35% sui ricambi auto, il 20% sui macchinari, il 18% sui prodotti chimici e il 14% su quelli farmaceutici, pertanto il loro graduale abbattimento agevolerà le esportazioni europee di una ampia gamma di prodotti fra cui mezzi di trasporto, macchinari industriali e farmaci, solo per citarne alcuni. Una volta eliminate le tariffe previste dall’Accordo, le previsioni del Consiglio europeo indicano un risparmio per i dazi doganali di oltre 4 miliardo di euro all’anno per le imprese che esportano nel Mercosur.
Infine, per quanto riguarda le imprese del blocco sudamericano l’Accordo favorirà soprattutto l’export di carne bovina, pollame e soia.
Secondo il Consiglio europeo “L’accordo comprende inoltre disposizioni per agevolare gli investimenti (Ide) ed eliminare gli ostacoli agli scambi transfrontalieri di servizi, in particolare quelli digitali e finanziari”.
Inoltre un aspetto significativo e alquanto sottaciuto riguarda “Le disposizioni in materia di appalti pubblici che consentiranno alle imprese dell’Ue di accedere alle procedure di appalto pubblico nei paesi del Mercosur” alle stesse condizioni di quelle locali.
L’accordo di Partenariato Ue-Mercosur una volta a regime istituirà un mercato integrato di oltre 750 milioni di consumatori le cui economie rappresentano complessivamente il 20% del Pil mondiale e il 25% degli scambi mondiali.
Nella seconda parte del lavoro ci occuperemo degli effetti sugli strategici settori dell’agricoltura e delle materie prime minerarie e degli impatti che l’accordo produrrà su prodotti e comparti sensibili.
Andrea Vento
19 gennaio 2026
Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati
Link utili:
1) Elenco prodotti agricoli sensibili: https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13733-2025-ADD-1/it/pdf
2) Il regolamento stabilisce in che modo l’Ue può sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie sulle importazioni agricole dal Mercosur qualora danneggino i produttori Ue: https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2025/11/19/eu-mercosur-council-backs-regulation-implementing-the-safeguards-for-agricultural-products/
https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13733-2025-INIT/it/pdf
https://www.mercosur.int/en/
https://www.worldometers.info/it/pil/brasile-pil
https://sbilanciamoci.info/i-gravi-impatti-dellaccordo-ue-mercosur/
https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/eu-mercosur-trade/
https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/01/09/eu-mercosur-council-greenlights-signature-of-the-comprehensive-partnership-and-trade-agreement/
