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lunedì 29 aprile 2013

IL CARATTERE ESSENZIALMENTE SOCIALE E COLLETTIVO DEL GIOCO, di Enzo Valls

Nel suo articolo Spettacolo sportivo e sfruttamento di massa, pubblicato su questo stesso blog, Marco Piracci, prima di parlare dello sport come mito, come spettacolo, ecc., traccia un profilo del gioco libero, infantile e adulto, che, in termini generali, è da me condiviso, sia a livello teorico sia sul piano delle esperienze pratiche avute lungo gli anni nel mio lavoro ludico-educativo. Manca però nell'articolo di Piracci il carattere essenzialmente sociale e collettivo del gioco, anche se con enorme protagonismo dell’individualità… messa in gioco.
Infatti, il gioco non soltanto non è unicamente individuale, ma lo è, secondo me, in proporzione molto inferiore rispetto alla sua componente sociale e collettiva. Nell’articolo citato si parla de “il bambino”, “il ragazzo”, “l’adulto” (singolare), ma i bambini, i ragazzi e anche gli adulti (plurale), non agiscono soltanto in quanto individui isolati assurti a paradigma (in questo caso ludico) di una categoria, bensì in quanto esseri sociali. Nel gioco, “il lavoro dei bambini”, secondo Maria Montessori, oltre a ricevere le regole e adattarvisi, loro godono anche - e questo è parte essenziale del gioco - nel crearle. E se queste regole create dai bambini sono in partenza contaminate dall’influenza su di loro del sistema sociale, ciò sta a dimostrare che lo sport c’entra poco o niente.
Sarebbe bastato questo aspetto determinante, cioè il carattere sociale e collettivo del gioco e il bisogno di regole di tali giochi e di chi li gioca, per far perdere senso alla netta divisione che Piracci stabilisce in seguito tra gioco libero e sport. L’impressione che ho avuto è che Piracci non trovi molta differenza tra sport come pratica e sport come spettacolo, mito, alienazione, commercio, ecc. (cioè lo sport come parte della “società dello spettacolo”), il che lo porta a rifiutare lo sport in toto.

venerdì 26 aprile 2013

ACUERDOS DEL ENCUENTRO DE UTOPÍA ROJA EN MÉXICO (12 y 13 de abril de 2013), por Tito Alvarado

Los días 12 y 13 de abril coincidieron en Ciudad de México, Los días 12 y 13 de abril coincidieron en Ciudad de México, Roberto Massari, Tito Alvarado y Jacinto K'anul.  En dos sesiones de discusión se abordaron diversos puntos. La intención primaria es asentar la presencia de Utopía Roja en América latina, la segunda preocupación fue abrir un espacio para las diversas expresiones del arte y la cultura, que a la fecha no tienen suficiente cobertura en la página de Utopía Roja.
Cada punto se abordó teniendo presente que es una primera experiencia de discusión sobre lo que debe ser la repercusión de un espacio para poner ideas en marcha. Se entiende que por razones mayores, muchos miembros de Utopía Roja no pudieron estar presentes, lo cual no invalida estos acuerdos, en la perspectiva del desarrollo de la lucha ideológica.
Hemos agregado el elemento cultural como una necesidad de atacar el sistema desde todos los ángulos. Estamos conscientes que la implementación de estos acuerdos puede ser un aporte mayor a las luchas sociales revolucionarias en América Latina y por ende en el mundo.


giovedì 25 aprile 2013

LA QUESTIONE CURDA IN 5 PAESI ORIENTALI, di Pier Francesco Zarcone


I Curdi oggi
I Curdi: un popolo che numericamente si aggira fra i 35 e i 40 milioni di persone senza Stato proprio, diviso fra più Stati, perseguitato in vario modo a seconda dei paesi e costretto a una forte emigrazione (riguarda almeno un milione di persone stanziatesi in Germania, Scandinavia e Stati Uniti; esistono piccole comunità curde anche in Libano, Giordania, Georgia, Azerbaigian, Afghanistan e Pakistan). Probabilmente sono i discendenti degli antichi Medi, etnicamente affini alle popolazioni dell’altopiano iranico, e appartengono al ceppo linguistico indoeuropeo ma non hanno una lingua unitaria: la cosiddetta lingua curda è la mera sommatoria di vari linguaggi (i principali sono il Kurmanji in Turchia e il Sorani in Iraq, ma ne esistono altri ancora) fra loro imparentati. Sul piano religioso sono in maggioranza musulmani sunniti, ma esistono anche minoranze sciite, cristiane e anche israelite. In Turchia sono il 18-20 % della popolazione; in Iraq circa il 12%; in Siria più del 5%; in Iran il 4% e in Armenia l’1,3%.
Oltre alla divisione territoriale i Curdi hanno al loro passivo storico anche una forte e radicata disunione all’interno delle stesse singole realtà regionali, con faide politiche e non. Si pensi - ne parleremo in seguito - al fenomeno del collaborazionismo armato col governo turco da parte di miliziani curdi organizzati nelle guardie di villaggio, oppure alle sanguinose contese che contrapposero in Iraq il clan Barzani al clan Talabani, nonché ai non facili rapporti fra Kurdistan iracheno e Pkk. Non è detto, comunque, che un’eventuale unità curda (ipotetica, al momento) faciliterebbe la lotta per la formazione di uno Stato curdo unitario, giacché darebbe luogo a una poderosa coalizione anticurda, facilitata dalla geografia politica. 


mercoledì 24 aprile 2013

TRABAJO PSICOLÓGICO EN SITUACIONES DE DESASTRES, por Marcelo Colussi

Un desastre es un cambio rápido y destructivo que sobrepasa la capacidad de adaptación del grupo afectado.

Puede tener causas naturales, donde no cuenta la acción de los seres humanos (terremotos, huracanes, maremotos, etc.), o puede ser causado por la actividad humana directa (accidente de tránsito, accidentes industriales de envergadura, incendios). Igualmente puede ser una combinación de factores naturales con elementos derivados del desarrollo social (sequías y/o inundaciones, deslizamientos de tierra, derivados de un manejo inadecuado del medioambiente).*

En cualquiera de los casos su advenimiento puede afectar a un número pequeño de personas (accidentes de tráfico por ejemplo) o a una comunidad entera, incluyendo miles, decenas o cientos de miles de personas (por ejemplo: una erupción volcánica, una sequía).

En sentido estricto un desastre nunca es enteramente "natural". Su ocurrencia y sus consecuencias deben considerarse en un contexto histórico-social: son circunstancias que influyen distintamente según el lugar y el momento en que se dan, y de las que se sale con suertes muy distintas justamente en atención a esos condicionantes humanos. Vistos desde una perspectiva ecológica global no son sólo naturales sino que, a partir de un hecho que escapa al control humano, demuestran (catastróficamente) la forma en que las comunidades están organizadas – económica y socialmente – y se relacionan con el medio circundante.

sabato 13 aprile 2013

DJANGO UNCHAINED (Quentin Tarantino, 2013), di Pino Bertelli

 L’uomo è fatto del legno col quale s’innalzano i roghi...
conosco solo un dovere, quello di amare.
(Albert Camus)






I. Apologia della mediocrità

A vedere in profondità il cattivo edonismo filmico di Tarantino, non è difficile scorgere la celebrazione della società affluente e l’insieme del suo cinema non si sbarazza della cultura predominante
— come in molti hanno scritto — ma resta imprigionato nello spettacolare integrato che produce e la sua “rivolta” è l’evasione dalla realtà che giustifica la forma “più povera” della consolazione popolare.

venerdì 12 aprile 2013

ADESIONE A UTOPIA ROSSA, di Roberto Occhi

Alle compagne ed ai compagni di Utopia Rossa.

Guevarista non praticante, guevariano da alcuni decenni – nella biblioteca di casa mia conservo dopo averli letti (e più d’uno riletti) oltre 300 titoli di opere di e su Ernesto Guevara – non posso non conoscere Roberto Massari, del quale ho letto molti suoi scritti. Inoltre, da quasi due lustri sono socio della Fondazione Guevara da lui diretta.
Da trotskista critico (critico nei confronti del trotskismo e della IV Internazionale, non di Trotsky) alcuni mesi fa ho scoperto il sito di Utopia Rossa: i suoi 6 princìpi mi hanno subito convinto tanto che ho deciso senza indugi di aderirvi. Sei princìpi – o programma minimo comune – che, auspicabilmente, dovrebbero portare ad uno sviluppo qualiquantitativo in termini di pensiero e di pratica con l’ingresso di ulteriori gruppi e singoli.
La prassi vorrebbe che a questo punto nel motivare la mia adesione a UR ricapitolassi – seppur in sintesi – le mie esperienze politiche, le mie militanze, le mie croci al merito.

giovedì 11 aprile 2013

AL GENERAL LO DEJARON SOLO...*, por Marcelo Colussi


Guatemala: sobre el juicio al general José Efraín Ríos Montt

El Estado, se supone, está destinado a armonizar la vida y las relaciones de todos los habitantes que se encuentran bajo su jurisdicción. Por tanto, es su deber proteger la vida de todos sus ciudadanos, sin excepción. Si alguno de ellos incurre en graves delitos, en Guatemala, dado que existe pena de muerte, puede llegarse al extremo de condenarlo a ella; pero eso no deja de ser una medida racional, sopesada y, básicamente, apegada a la ley, a un Carta Magna que así lo establece. En todo caso, se podría refutar la pena de muerte desde una crítica ética, desde principios humanísticos. Eso es lo que hace, por ejemplo, la Iglesia Católica. Pero no es posible condenarla por ilegal, por anticonstitucional. Aplicándola, el Estado no se constituye en homicida; simplemente está cumpliendo con un mandato legal que una determinada circunstancia lo lleva a tomar.

martedì 9 aprile 2013

IL MOVIMENTO 5 STELLE. UNA RIVOLTA NELLA POSTDEMOCRAZIA E LE OSSESSIONI DELLA (EX) SINISTRA ITALIANA, di Michele Nobile

Demonizzazione e captatio benevolentiae verso il M5S

È da tempo che la crisi di legittimità della casta partitico-statale italiana si esprime nella crescita dell’astensionismo: che è il fenomeno politico maggiormente in crescita di cui poco si parla o se ne parla per liquidarlo come primitivismo antiparlamentare o «qualunquismo». Come forma di protesta politica l’astensionismo cresce perché ha profonde e diffuse motivazioni sociali, alle quali né il centrosinistra né il centrodestra sono in grado di rispondere in modo credibile e accettabile.
Con le recenti elezioni la crisi di legittimità si è trasferita anche all’interno dell’istituzione parlamentare, in conseguenza del successo elettorale del Movimento cinque stelle (M5S): piaccia o no, di fronte ai partiti che da vent’anni governano il paese è il M5S che costituisce il terzo polo, quello della protesta.
È questo che spiega l’ambivalenza dell’atteggiamento di politici e commentatori nei confronti del M5S, che oscilla tra la demonizzazione e la captatio benevolentiae: in questo secondo caso ci si aspetta che Grillo «il demagogo» e i parlamentari della cosiddetta «antipolitica» sappiano anche mostrarsi ragionevoli e costruttivi, consentendo in tal modo la formazione di un governo, possibilmente di centrosinistra.

lunedì 8 aprile 2013

INDIVIDUO, CULTURA, COMUNICACIÓN, por Roberto Massari

1. «Leyenda» de los tres viandantes

No es nada fácil analizar en una conferencia las relaciones que existen o se pueden establecer entre los tres elementos indicados en el título. Apenas acerca de la dependencia recíproca de cultura y comunicación se han empleado verdaderos ríos de tinta y es interminable la lista de estudiosos de sistemas sociales y relativas comunicaciones de masa que han osado tocar el tema. Pero de algún modo hay que tomar al toro por los cuernos.
Intentaremos partir de una imagen alegórica que, como todas las imágenes que se usan en función simbólica y explicativa, adquirirá mayor valor metafórico en el propio curso de la exposición. Con pocos señalamientos sintéticos y con imágenes apropiadas trataremos, por lo tanto, de transmitir algunas sensaciones sin recurrir a muchas o demasiadas palabras.

giovedì 4 aprile 2013

ERA POST CHÁVEZ: ¿Y AHORA?, por Marcelo Colussi

I
Es muy poco el tiempo transcurrido desde la muerte de Hugo Chávez como para saber qué puede ir sucediendo ahora con la Revolución Bolivariana. Las nuevas elecciones ya están a la vuelta de la esquina, el 14 de abril. Hacer hipótesis sobre qué pueda suceder allí no es el objetivo principal de este escrito. En todo caso, lo que nos interesa fundamentalmente es ver qué pasa a mediano plazo, qué escenarios pueden irse dibujando para más allá de esa fecha puntual. En otros términos, independientemente de los resultados de la próxima justa electoral, la cuestión básica estriba en ver para dónde se dirigirá todo el proceso en curso: ¿sigue la revolución? ¿En qué términos sigue? ¿Se viene abajo? ¿Todo depende sólo de una elección?
Si se dijera tajantemente que, de no ganar el movimiento bolivariano con Nicolás Maduro como candidato este 14 de abril, la revolución termina, eso ya indicaría un terrible peligro: no sólo por la presunta derrota en las urnas y lo que ello traería aparejado, sino porque se estaría reduciendo la revolución a un mero proceso electoral. Y, por supuesto, es de esperarse que la revolución sea infinitamente más que eso.

martedì 2 aprile 2013

DESDE POLONIA: ADHESIÓN A UTOPÍA ROJA, por Zbigniew Marcin Kowalewski (EN ESPAÑOL/ IN ITALIANO/ IN ENGLISH/ EM PORTUGUÊS)

  ESPAÑOL  

Camaradas, compañeras y compañeros de Utopía Roja:

Desde hace varios años simpatizo con vuestra asociación política. En octubre del año pasado estuve en Italia, invitado a los actividades que la Fundación Ernesto Che Guevara llevaba a cabo en Sardeña. En esta oportunidad, mis conversaciones con Roberto Massari, Antonella Marazzi y Andrea Furlan me permitieron conocerla mejor.
Les escribo para solicitar mi admisión.
Me presento brevemente.
Soy polaco y he pasado la mayor parte de mi vida en Polonia, con dos interrupciones prolongadas: una estadía en Cuba, durante la segunda mitad de los Setenta, y una estadía en Francia, durante los Ochenta. Pertenezco a una generación que vivió el auge, la crisis y el derrumbe del llamado “socialismo real”.

lunedì 1 aprile 2013

LETTERE A BEPPE GRILLO (2007), di Roberto Massari

In un periodo in cui tende a crescere lo sciacallaggio verso il M5S (cioè l’avvicinamento al Movimento anche da parte di chi ne ha diffamato l’operato fino a tempi recenti), ci sembra utile mettere a disposizione del lettore queste lettere inviate nella seconda metà del 2007, vale a dire in tempi insospettabili, anzi insospettabilissimi... (La Redazione italiana del blog)

 Caro Beppe Grillo, ti scrivo come direttore della casa editrice Massari della quale potresti anche aver sentito parlare.
Ti informo che stiamo per chiudere un libro a sei voci (Marino Badiale, Massimo Bontempelli, Antonella Marazzi, Andrea Furlan, Michele Nobile e il sottoscritto) dal titolo: I Forchettoni rossi, sottotitolo La sottocasta della «sinistra radicale». È dedicato al Prc, il Pdci e i Verdi: è ovviamente politically molto scorretto,